Gioco
La meglio gioventù Talent show in nave
Mach, Bussotti, Borghetti e Calissi stelle del galà sul Moby Aki
LIVORNO. È diventato un appuntamento fisso per celebrare i nostri campioni e le nostre medaglie. Perché Livorno è da sempre al vertice dello sport nazionale. E il “Galà Atleti Olimpici e Azzurri d'Italia", la tradizionale cerimonia di premiazione dei tanti atleti livornesi che si sono messi in luce nelle varie discipline, lo ricorda ogni anno. Location assai affascinante, la nave Moby Aki, scelta per la quattordicesima edizione dell’evento. Che ha incoronato Ivan Mach di Palmstein (atletica leggera), miglior livornese del 2014. «Una bellissima mattinata in una location meravigliosa – ha detto Rodolfo Graziani, presidente provinciale dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia – stavolta abbiamo puntato sui giovani emergenti, che vengono esaltati solo quando vincono. Noi vogliamo darli sempre visibilità, dato che rappresentano le medaglie del futuro». L’atleta dell’anno. La cerimonia è stata presentata da Alberto Buonaccorsi, che ha sottolineato subito alcuni aspetti interessanti: «In passato abbiamo celebrato le 500 medaglie livornesi, adesso stiamo andando verso quota 520 (tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei) in 21 discipline diverse. Lo sport ha dato molto a questa città, anche se non ha mai ricevuto molto. E oggi vedo anche un paio di problemi: la mancanza di nuovi dirigenti e le condizioni degli impianti, numerosi ma scadenti».
Tanti applausi per Mach di Palmstein simbolo del legame tra sport, istruzione e cultura visti anche i suoi successi fuori dalla pista di atletica (diploma e dottorato in contrabbasso, per esempio).
«Sono contento ed emozionato – ha ammesso – questo galà è l’occasione per dare risalto alle persone che fanno sacrifici tutti i giorni, in sport a cui viene data poca visibilità. Io arrivo da 2-3 anni difficili, la pubalgia mi ha frenato. Ma ora, grazie al mio allenatore Fabrizio Mori (presente alla manifestazione), sto recuperando dal punto di vista fisico».
I premi. Durante la mattinata sono stati consegnati due premi speciali: a Michele Borghetti, campione di dama, e a Reynaldo Bencosme de Leon, cresciuto a Cuneo ma seguito dal nostro Mori. Spazio anche ai riconoscimenti per i giovani emergenti: Filippo Gressani (pugilato), Simone Iannattoni (lotta libera), Alessandro Cristiglio (rugby), Benedetta Niccolini (pattinaggio artistico), Olga Rachele Calissi (scherma), Giacomo Crotti (atletica leggera), Mattia Contini (atletica leggera), Gianluca Picchiottino (atletica leggera) e Joao Neves Bussotti (atletica leggera). Poi sono state premiate le varie discipline sportive, rappresentate da atleti di ieri e di oggi, ma anche da alcuni dirigenti storici: atletica leggera, canottaggio, lotta libera, pugilato, arti marziali, pallacanestro, pallavolo, pattinaggio, sollevamento pesi, pesca subacquea, nuoto, vela, tennis e rugby. Targhe infine agli sponsor, ai dirigenti dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia (compreso Stefano Mei, consigliere nazionale) e ad altri personaggi del mondo dello sport cittadino.
L’idea del museo. Graziani ha anche rilanciato l’idea del museo dello sport livornese, «una casa per ricordare i trionfi dei nostri atleti – ha aggiunto – pertanto chiedo un incontro all’amministrazione comunale». Ma l’assessore allo sport e al turismo, Nicola Perullo, presente alla premiazione, ha frenato: «Ci pensiamo da tempo, ma la città è in una fase difficile e le priorità sono altre. Bisogna unire le forse per realizzare opere del genere, il Comune non può farcela da solo. Sono comunque disponibile a questo incontro, tra l’altro abbiamo già alcune idee per l’eventuale location. Fra il dire e il realizzare ci sono mille passaggi, ma questo museo resta un obiettivo». Anche perché ha l’ok del presidente nazionale dell’Associazione Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, Gianfranco Baraldi, grande ospite dell’evento: «Sarebbe uno dei primi in Italia. Ricordare le imprese nel tempo è importante soprattutto per i giovani».
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