Gioco
Massimo Faraoni torna in pista a livello nazionale: è consulente della Lega pallacanestro
Prestigioso incarico per il dirigente livornese deus ex machian del Don Bosco. Soddisfazioni anche per coach Ale Ramagli e per il prodotto del vivaio labronico Saverio Mazzantini
LIVORNO. Massimo Faraoni è il nuovo consulente tecnico-sportivo della Lega Nazionale Pallacanestro: lo ha stabilito il direttivo che si è riunito nei giorni di RNB Basket Festival 2015 per discutere e deliberare le questioni legate a fideiussioni, tesseramenti e impianti di gioco relativi alla stagione 2015/2016.
All’ordine del giorno anche l’inserimento nei quadri del dirigente livornese - ex giemme della Virtus Bologna - per la grande esperienza in materia e al fine di un maggiore e migliore supporto tecnico-sportivo alle società della Lega e alle società coinvolte nel progetto minors (formazione dirigenti e atleti a fine carriera) e allo sviluppo di futuri progetti riguardanti i settori giovanili delle affiliate.
«Si tratta di un incarico prestigioso e di cui sono onorato - commenta Faraoni - la Lega Nazionale Pallacanestro conta circa 200 club tra A2 Gold e Silver e Serie B; un motivo in più per mettersi immediatamente al lavoro con entusiasmo e vorrei cogliere l’occasione per ringraziare della fiducia il presidente Basciano».
Intanto ci sono da registrare quattro impronte livornesi sul trofeo nazionale di serie A2 di Coppa Italia: due di Alessandro Ramagli e due di Saverio Mazzantini (prodotto del settore giovanile Don Bosco). Quasi 6, visto che dal 2007 al 2009 l’allora giemme del Basket Livorno, Fabrizio Masini, decise di scommettere sul talento e la crescita di Marco Giuri. Detto questo, il trofeo è finito meritatamente nella bacheca della Tezenis Verona al termine di una lotta, in verità, vinta due volte dalla Scaligera: sul +3, a 4 secondi dalla sirena, la decisione scellerata di Umeh di non commettere fallo ha permesso a Ferentino di entrare nelle grazie degli dei del basket con una preghiera di Thomas accolta allo scadere.
Altri 5 minuti di sofferenza e una guerra punto a punto risolta dalla maggiore lucidità dei veronesi e da un diktat, questa volta recepito da tutti, uscito dalla bocca di Ale Ramagli: «Se riceve, stacchiamoli il collo…». Un’espressione colorita, per far capire anche agli americani “se riceve, spendiamo un fallo e mandiamoli in lunetta”.
Tutto è bene quel che finisce bene, stretta di mano al collega Gramenzi (capo allenatore di Ferentino), Coppa al cielo e autentico trionfo per l’allenatore di casa nostra: «Nonostante una gara non facile nella prima metà (addirittura -10, ndr) - spiega Ramagli - non abbiamo mai perso la testa; bravi i ragazzi a contenere lo svantaggio, soffrendo con grande difficoltà ma tenendo duro fino in fondo da squadra vera. Che valore assume questa vittoria? Un punto di passaggio. C’era una Coppa da giocare, due partite con due avversarie di grande livello che ritroveremo ai playoff. Si tratta di un traguardo bello e importante, che in molti non indicavano come l’obiettivo primario ma una volta che arrivi a giocartela è normale che diventi importante. Non dovevamo mandare messaggi a nessuno, se non a noi stessi…».
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