Gioco
La carica di Spinelli «Datemi 10 vittorie e si va in A diretti»
Il presidente arriva al Coni, parla con Gelain e apre a “Sili” Intanto si ferma Appelt Pires, ma potrebbe recuperare
LIVORNO. Il presidente è stato di parola. Sabato pomeriggio dopo Livorno-Ternana aveva annunciato che in settimana sarebbe venuto a far visita alla squadra e ha mantenuto la promessa. Nel primo pomeriggio di ieri si è presentato al Centro Coni in compagnia dei direttori Signorelli e Armenia e ha seguito tutto l'allenamento. Prima, però, si è intrattenuto per qualche minuto con Ezio Gelain.
Spinelli e Gelain. Di primo acchito Spinelli non ha lasciato trasparire nulla sul colloquio avuto con l'allenatore: «Gli ho detto quello che dovevo dirgli». Sibillino, ma non di cattivo umore. Anzi: «Sono sereno - ha spiegato - perché la squadra ha un ottimo rapporto con il tecnico e questo è un aspetto fondamentale. Ora siamo tutti concentrati sulla trasferta di Spezia. Sono convinto che faremo bene».
«A Spezia carichi». Il “Picco” è un fortino che incute timore solo a pensarci, ma Spinelli è carico e per nulla impaurito. Anzi. E' baldanzoso al punto da usare un aggettivo sorprendente: «Sì, per me è una partita facile». Facile? A Spezia? Il pres ha argomentato: «Certo, perché si tratta di una di quelle sfide che sul piano delle motivazioni si preparano da sole. Sono convinto che ci presenteremo con l'atteggiamento giusto. L'unico fatto che mi impensierisce è il terreno di gioco dal fondo sintetico. Loro sono abituati a giocarci. Noi no».
Rischio “piccole”. Quello dell'approccio mentale alla partita è un argomento sempre molto caro a Spinelli che ieri ha ribadito il concetto. Lo stesso che - a pensarci bene - deve aver espresso a Gelain: «Temo molto di più le partite contro le piccole. Ripenso ai primi quindici minuti di sabato con la Ternana. Sono stati bruttissimi. Eravamo lenti e senza cattiveria. Molli al punto che all'inizio sembrava una partita amichevole. Contro le dirette concorrenti, invece sappiamo come comportarci. Non dobbiamo aver paura di nessuno».
10 vittorie su 12. In piedi sulla pista di atletica il pres ha seguito le evoluzioni di un Rivas in grande spolvere: «Ha segnato, si è mosso bene. Meriterebbe di avere più spazio perché è un signore giocatore».
Poi però lo sguardo di Spinelli ha scrutato l'orizzonte: «Mancano dodici partite e ci vorrebbero dieci vittorie. Con 30 punti saremmo sicuri di andare in serie A». Su questo non ci piove, ma l'impresa è durissima: «Sì - ha ammesso il presidente - ma dobbiamo provarci anche perché i playoff saranno una lotteria».
Siligardi e il contratto. Inevitabile parlare dell'argomento forte di questi giorni: «Ho letto sul vostro giornale le dichiarazioni del procuratore di Luca - ha confidato il presidente - e devo dire che su alcuni aspetti non sono d'accordo».
Messa così è sembrata una chiusura. E invece: «Noi vogliamo rinnovargli il contratto dalla scorsa estate, ma proprio Seghedoni già allora prese tempo in attesa di una chiamata dalla serie A. Nei prossimi giorni Signorelli parlerà con il giocatore per capire le sue intenzioni. Se andiamo in A possiamo accontentarlo. In serie B forse no. Vediamo». Insomma: da Spinelli è arrivato un altro segnale di distensione.
Appelt Pires ai box. Nel frattempo la squadra ha lavorato con grande concentrazione. Gelain ha fatto disputare una partitella a ranghi misti sul campo dalle dimensioni ristrette con le porte molto vicine. Attendibile solo la difesa (Ceccherini, Emerson, Bernardini) visto che le altre carte sono state mischiate.
Seduta disertata da Appelt Pires: «Ha preso un colpo a un dito del piede sinistro e sta fuori, ma spero di vederlo in campo a Spezia». Queste le parole del presidente. Un'ora più tardi l'addetto stampa Paolo Nacarlo ha specificato: «Contusione all'alluce sinistro». Il brasiliano dovrebbe stringere i denti e rispondere presente nell'anticipo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
