Il Tirreno

Livorno

Terna alla Ternana, siamo vivi

di Alessandro Bernini
Terna alla Ternana, siamo vivi

Partenza shock, poi Siligardi e Luci firmano il ribaltone. E la classifica torna a sorridere

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LIVORNO. Toh, chi si rivede: il Livorno. Ne sentivamo la mancanza e dentro c’era anche un po’ il timore di averlo perso. Invece il Livorno è vivo, magari non straripante, ma questo 3-1 contro la Ternana è un antibiotico perfetto per annientare i colpi di tosse delle ultime giornate.

La squadra di Gelain torna a vincere dopo quattro partite, torna a segnare dopo 332 minuti, torna a un punto dal terzo posto. Torna. E in questa parola c'è tutto.

IL RIBALTONE. Il 3-1 ci sta tutto perché, tirando le somme, il Livorno ha creato tante di quelle palle gol da vincerci non una, ma tre partite.

Questo non significa che sia stato un sabato di puro relax, anche perché non c’è Livorno se non c’è sofferenza. Stavolta l’angoscia è stata iniziale e non finale: colpa di un approccio alla partita troppo soft e di una mossa a sorpresa (Maicon a sinistra e Jelenic a destra) che ha creato più scompiglio nel Livorno che non nella Ternana.

Il gol di Ceravolo al 9’ ha fatto calare il gelo, ma ci ha pensato Siligardi a prendere per mano il Livorno firmando prima l’assist per Luci e poi il 2-1 con uno dei suoi tiri mancini (in ogni senso).

Nel secondo tempo Gelain si è coperto, ha inserito prima Lambrughi per Jelenic blindando la fascia sinistra (“Lambru” è sempre uno dei migliori), e poi Biagianti per Maicon (con Moscati spostato sulla fascia) per mettere muscoli in mezzo. Mosse riuscire. E una splendida rovesciata di Appelt Pires alla mezzora della ripresa (gol da cineteca) ci ha anche evitato di vivere in apnea gli ultimi minuti. Meglio così, non ne sentivamo la necessità.

TUTTISILISHOW. Hai voglia di parlare di schemi, di diagonali e di tagli. Ci sono dei giocatori che ti prendono la partita e te la spaccano in due perché è così, perché sono più bravi, perché non gli puoi stare dietro.

Luca Siligardi, in serie B, è uno di questi. Il suo primo tempo è stato una delizia. Ogni tocco, capivi che poteva uscire la giocata. Guarda caso da un suo cross al bacio è arrivato il gol di Luci, guarda caso lui ha messo il timbro sul 2-1. E di contorno tante giocate mai banali e un paio di miracoli del portiere Sala.

Fa piacere che il giocatore e Spinelli parlino adesso del rinnovo del contratto ma, da quanto ci risulta, i buoi sono ormai scappati dalla stalla. Speriamo che non sia così, che ci siano margini per non perdere questo giocatore a zero euro.

LUCI DIETRO ALLE PUNTE. La partita di ieri, a nostro parere, ha dato anche una indicazione tattica e chiara, sulla quale Gelain dovrà lavorare.

Uno dei problemi del Livorno in questa stagione è stata la mancanza di un uomo in grado di disegnare l’ultimo passaggio e magari inserirsi da centrocampo. Ieri si è vista la soluzione. Andrea Luci ha giocato spesso più alto (con Pires play basso) e la sua lucidità ha permesso di rendere più agile il gioco negli ultimi 20 metri, con Vantaggiato e Siligardi che finalmente non hanno sofferto di solitudine.

Luci ha tutto per giocare in quella posizione: tecnica, polmoni (per rientrare) e tempi di inserimento. Guarda caso ha segnato un altro gol, il terzo stagionale.

GELAIN E IL FUTURO. Prendiamoci dunque questa vittoria d’oro che rende più solida la panchina di Gelain (anche se Spinelli, uscendo dallo stadio, non appariva molto entusiasta) e cerchiamo di capire se esistono margini per trovare un po’ più di continuità. Anche perché ormai siamo a marzo.

La Ternana ha pagato a caro prezzo i tanti, tantissimi assenti. Ma il Livorno non potrà permettersi in futuro degli inizi di partita così molli. Anche perché adesso ci sono Spezia, Cittadella e Bologna, tre partite di fuoco.

Gelain ha trovato il modulo, il 3-5-2 va bene, bisogna ora aver chiari gli interpreti (soprattutto per i 5 di centrocampo) e possibilmente fare cose semplici. Devono essere gli altri a “inventare” per battere il Livorno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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