Toscana
Punto e a capo, ma ora bisogna vincere
Il Livorno si conferma appannato: è un’involuzione o solo una crisetta passeggera? Sabato la partita-verità
LIVORNO. E se si trattasse di una semplice crisetta, di quelle che colpiscono tutte le squadre nell'arco di un campionato? Per una volta proviamo ad essere ottimisti. Tanto l'autoflagellazione non serve a nessuno. Anzi, a qualcuno è utile: agli altri, ai nostri avversari, alle dirette concorrenti per il secondo posto (nella migliore delle ipotesi) o di un buon piazzamento nella griglia dei playoff. E allora in questo momento di evidente appannamento è opportuno tenere botta e stringere i denti tutti insieme: squadra, tifosi e società.
Insomma: cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno, magari più con il cuore che con la razionalità perché è dura farlo specie dopo due esibizioni dal bioritmo basso come quelle di Crotone e Trapani. A questo punto, però le strade da imboccare sono solo due: la critica a tutto campo o la terapia conservativa che non significa non sottolineare i difetti e il viso pallido mostrato nei due viaggi al sud. Sì, perché qui nessuno vuol fare come il famoso medico pietoso che fece incancrenire la piaga. Semmai c'è da monitorare la situazione in attesa di un fisiologico miglioramento perché il Livorno non è e non può essere quello di Trapani e Crotone.
Male comune. D'altronde anche le altre sono incappate in strisce negative. Prendiamo il Frosinone: tra la sedicesima e la ventiquattresima giornata ha vinto una sola volta su nove. Superato il momento di ambasce adesso i ciociari sono di nuovo in piena corsa per la promozione. Anche lo Spezia è stato a digiuno di vittorie per cinque turni e il Carpi si è nutrito con la sonda dei pareggi (senza reti) per quattro settimane prima di tornare alla vittoria l'altra sera con l'Avellino. Non benissimo anche il Bologna che nel doppio turno casalingo con Vicenza e Latina ha conquistato un solo punto. Capita. Succede specie in un campionato estenuante come la serie B. Tutto sta nel ritrovare la brillantezza fisica e mentale. Basta una scintilla per riaccendere la miccia. Sabato con la Ternana potrebbe essere l'inizio di una nuova fase. Pensiamo positivo: a deprimerci saremo sempre in tempo.
Che cosa non va. Al netto di tutto questo, la squadra pare involuta. Stanca nella testa e nelle gambe a prescindere dalle scelte di Gelain al quale la società ha comunque accordato fiducia. Qualche difetto congenito è affiorato. Una certa lentezza nella costruzione della manovra (serve il ritorno del miglior Luci) e l'assenza di un esterno sinistro votato all'attacco perché Gemiti e Lambrughi (encomiabili, sia chiaro) hanno nel loro dna la fase difensiva più che quella di possesso palla e spinta. Se poi aggiungiamo che qualcuno sembra essere “usurato” ecco che il quadro è completo. Serve la vittoria per riacquistare autostima e non adattarsi al grigiore. Quel profilo basso che ha quasi fatto passare sotto traccia (e con proteste sommesse) due episodi dubbi verificatisi in area granata: tocco di mano su cross di Vantaggiato e fallo di Gomis su Maicon a inizio ripresa. Una squadra con un po' più di sangue addosso in campo si sarebbe fatta sentire di più dall'arbitro Pairetto.
Dopo Trapani. Intanto ieri pomeriggio il gruppo è tornato dalla Sicilia e si è subito allenato al Centro Coni. Lavoro differenziato tra chi ha giocato al “Provinciale” e gli altri. A tal proposito nei giorni che hanno preceduto la partita di Trapani, chi è rimasto a casa (lo squalificato Emerson per fare un nome) si è comunque allenato agli ordini del preparatore Giacomo Chetoni. Gli amaranto tornato in campo anche oggi mentre nel pomeriggio tre giocatori saranno presenti alla libreria delle Fonti del Corallo per presentare il libro sulla storia del Livorno firmato tra gli altri dall'addetto stampa Paolo Nacarlo.
Verso la Ternana. A Trapani non è passato inosservato il ritorno di Djokovic, uno dei giocatori che hanno beneficiato di più del ritorno al 3-5-2. Purtroppo il croato sarà squalificato e salterà la sfida alle “Fere” rossoverdi. Peccato, non ci voleva. Tornerà però a disposizione Luci che, insieme a Emerson ha scontato la squalifica. È il momento di ritrovare il feeling con i tre punti. Altrimenti il male oscuro rischia di diventare cronico e allora addio ambizioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
