Gioco
Primo pareggio per Gelain, ma l’attacco dov’è finito?
LIVORNO. Un punto per la conferma. Lo 0-0 sul sintetico di Trapani, dove soltanto il Pescara è riuscito a vincere nel corso di questo campionato (2-4 dopo la sosta di gennaio), ha salvato la panchina...
LIVORNO. Un punto per la conferma. Lo 0-0 sul sintetico di Trapani, dove soltanto il Pescara è riuscito a vincere nel corso di questo campionato (2-4 dopo la sosta di gennaio), ha salvato la panchina di Ezio Gelain. Che in Sicilia ha trovato il primo pareggio della sua stagione, considerando non solo l’avventura in serie B, ma anche il girone d’andata vissuto alla guida della Primavera. Per lui, con i giovani amaranto, 7 vittorie e 6 sconfitte fino al salto in prima squadra, arrivato a inizio gennaio dopo l’esonero di Carmine Gautieri. Bilancio simile anche in B: 4 successi (Carpi, Brescia, Bari e Varese) e 3 ko (Latina, Avellino e Crotone) prima del punto di martedì sera. Numeri e dati in linea con la filosofia di Gelain, che vuole un calcio propositivo e a volte rischioso. Anche se, nelle ultime settimane, il calo è stato evidente: il gioco è sparito, la manovra ha perso vivacità e l’attacco si è inceppato (solo un gol, a Varese, nelle ultime 4 partite).
Il Livorno, a Trapani, ha sofferto solo all’inizio del primo tempo. Poi è cresciuto e ha conquistato metri, ma si è perso spesso sulla trequarti avversaria. Gelain, nel corso della ripresa, ha inserito prima un centrocampista (Djokovic) al posto di un attaccante (Siligardi) e poi un difensore (Gonnelli) per un esterno (Maicon): due mosse per difendere il pareggio, anche se - paradossalmente - gli amaranto hanno giocato meglio dal momento dell’ingresso in campo del croato, quindi con una punta in meno. «Sì - ha confermato Gelain - in quella parte di gara abbiamo avuto molte situazioni per far male, ma non siamo stati precisi. In fase offensiva dobbiamo essere più tranquilli per cercare di fare la scelta giusta. La sostituzione di Siligardi? Luca sta giocando tantissimo: era la seconda partita in quattro giorni, in carriera non ha mai avuto una continuità simile. C’è stanchezza. E anche per Vantaggiato vale lo stesso discorso».
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