Il Tirreno

Livorno

Livorno, anonimo siciliano

di Federico Buti
Livorno, anonimo siciliano

Puntarello a Trapani, qualcosa si vede solo nella ripresa. Ma la squadra non è brillante

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Peggio dell’obbrobrio di Crotone era quasi impossibile, infatti un pareggino si porta a casa, e a voler essere molto benevolenti giocando pure un cincino meglio, diciamo con un minimo di logica calcistica e con meno patimenti difensivi. Se poi vogliamo addirittura esagerare in ottimismo, diciamo che nel secondo tempo - udite udite - il Livorno avrebbe addirittura vinto ai punti.

Qui però finiscono subito, per così dire, le note liete. Un punto non basta di certo a suturare lo sbrego di due gravi sconfitte di fila e tantomeno a recuperare qualcosa sulla concorrenza, che peraltro continua a baloccarsi: una volta perde il Bologna, un’altra il Vicenza o l’Avellino e tutte insieme sembrano quasi aspettarci, se solo avessimo la compiacenza e la furbizia di darci una mossa. Chi a marzo non pota, la cantina l’avrà vuota dice il proverbio, e purtroppo a dare un’occhiata ai vitigni non si annuncia un vino doc dalle nostre parti.

A conti fatti Trapani è stata un’altra occasione persa contro un’altra squadra modesta che rispetto al Crotone ha fatto vedere solo un giocatore degno della categoria: si chiama Falco, è un giovane trequartista mancino e ci ha mandati al manicomio per tutta la partita arrogandosi la fascia destra e saltando i nostri come birilli: avrà fatto perlomeno una decina di bei cross e per fortuna davanti non c’era nemmeno la controfigura di un attaccante. Per ulteriore fortuna, sull’altra fascia Nadarevic è scoppiato dopo una ventina di minuti nei quali aveva imperversato anche lui, altrimenti o di qui o di là la frittata sarebbe arrivata; invece dalla metà del primo tempo in poi pericoli non ne abbiamo più corsi.

Ma per capire esattamente la portata - deludente - di questo pareggio, bisogna appunto considerare l’avversario. A parte il citato Falco, i migliori sono stati il venerando Terlizzi e la vecchia conoscenza Perticone, con questo si è detto tutto. Più in dettaglio, i numeretti dicono che il Trapani ha la peggiore difesa di tutto il campionato, ha beccato più di cinquanta gol che fanno un paio a partita anche se negli ultimi tempi un po’ meno; e in attacco da quando ha venduto Mancosu non l’ha più buttata dentro nemmeno con le mani: un gol in 6 partite, ecco perché da presunta squadra rivelazione ora è sprofondata.

Adesso, non si dice che simili avversari vadano sotterrati come era stato all’andata, ma aver creato in 95 minuti tre occasioni abbastanza episodiche è veramente poca roba: una punizione di Vantaggiato smanacciata dal portiere, un sinistro facile mezzo svirgolato dello stesso Vantaggiato, e un bel cross da destra su cui Galabinov è arrivato tardi in scivolata, questo il raccolto dell’avvizzita vigna amaranto. Insistiamo a dire che davanti c’è qualcosa che non quaglia più: un gol in quattro partite, sono più di trecento minuti che il Livorno non segna e di questo passo non si va da nessuna parte.

L’elemento positivo è che la difesa si è comportata discretamente e che è stata meglio protetta. Gelain ha fatto il 3-5-2 integrale, e nel secondo tempo si è addirittura blindato ancora di più togliendo Siligardi (evasivo come spesso gli capita in trasferta, però noi non l’avremmo sostituito) e andando con una punta sola e il generoso casinista Jelenic a supporto. Che dire? In questo modo la coperta è corta, si copre la testa ma si scoprono i piedi. Ci sta di cercare di conservare il pareggio in un momento difficile - l’allenatore rischiava il posto e probabilmente ancora traballa - ma è chiaro che così è difficile andarsi a riprendere i punti persi; per cui ci sono grosse probabilità che questo punto alla resa dei conti risulti inutile, oltre che poco glorioso.

Non ci resta che aspettare gli eventi e sperare, in modo abbastanza astratto. Il Livorno gioca male, in mezzo malgrado il prezioso recupero dello sgozzatore Djokovic nessuno riesce a far girare la palla coi tempi giusti e un minimo di geometria e fantasia; sulle fasce si soffre, davanti siamo in secca. L’unica ragione concreta per non darla persa è che gli altri balbettano quasi come noi, e che continuerebbe a bastare poco per tornare in corsa. O ci fa paura il Frosinone?

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