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Livorno

Il Livorno è al bivio se non vince saluta

di Fabrizio Pucci
Il Livorno è al bivio se non vince saluta

A Trapani il match della verità per continuare a crederci

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LIVORNO. Dentro o fuori. Senza alibi, senza vie di fuga. Senza appello. Nella notte di Erice sapremo - una volta per tutte - di che pasta è fatto questo Livorno. A forza di gettare al vento occasioni propizie per saltare sulla seconda poltrona gli amaranto si sono ritrovati nella terra di nessuno: a quattro punti dalla promozione diretta, ma pure a quattro punti dall'uscita dai playoff. Ecco perché questa partita in casa del Trapani è il vero spartiacque della stagione. Un bivio da affrontare senza paura perché stasera (in campo alle 20,30) non c'è spazio per i cuori deboli.

Vecchio copione. Tre giorni dopo il flop di Crotone si torna nel profondo sud e il film da girare è lo stesso: avversario in crisi di gioco, di risultati e d'identità e che sente i morsi della fame. Il Trapani non vince da una vita. In classifica è in caduta libera - tre punti nelle ultime otto partite - e la partenza di Mancosu (ceduto al Bologna) non è stata ammortizzata dall'arrivo di Curiale dal Frosinone. A me no che... A meno che di nuovo il Livorno non si travesta ancora una volta da Babbo Natale fuori stagione e porti in Sicilia un carico di regali ai bisognosi granata di Boscaglia. Sì. Il film da girare è lo stesso dello “Scida” e molto simile a quello visto a Latina qualche settimana fa. C'è soltanto - si fa per dire - da cambiare il finale altrimenti il campionato rischia di prendere una brutta piega con il confine tra ambizioni e anonimato che può diventare quasi invisibile. E sarebbe la cosa peggiore trovarsi a non lottare per qualcosa di importante dopo tante attese e un mare di speranze.

Turnover. Al “Provinciale”, mister Ezio Gelain cambierà il volto della squadra. Un po' per necessità - visto che gli impegni in questa settimana sono tre - e un po' per via delle squalifiche di Emerson e Luci che lo costringeranno a ridisegnare difesa e centrocampo. Dietro è pronto Gonnelli con Bernardini e Ceccherini a completare il reparto. In mezzo dovrebbe suonare la campanella per Jelenic - vero e proprio jolly - da utilizzare al posto del capitano nel ruolo di interno. Queste almeno sulla carta sono le soluzioni più probabili ma mai dire mai.

Fuori la determinazione. Qualcosa potrebbe cambiare anche davanti (turno di riposo a uno tra Siligardi e Vantaggiato?), ma alla resa dei conti questi sono tutti dettagli che passano in secondo ordine se la squadra non tirerà fuori grinta e determinazione. Il Trapani ha l'acqua alla gola? Non bisogna avere pietà e soprattutto serve un approccio alla partita di grande personalità. Non è più il tempo di adeguarsi al tran tran degli altri. Non è più possibile fare il compitino. La serie B, anche questa serie B dall'andamento lento, non aspetta più nessuno. Insomma, senza rabbia, determinazione e voglia di emergere non si va da nessuna parte.

L'avversario. I guai del Trapani - risucchiato ai margini della zona-paura - sono arcinoti. Semmai val la pena di sottolineare un dato curioso. A gennaio l'arrivo dell'ex Perticone (prelevato dall'Empoli) ha registrato la difesa colabrodo che nell'andata ne aveva presti anche 5 o 6 (pure qui) per volta. Sistemati gli spifferi, però, i granata hanno smesso di segnare e nelle ultime sei giornate hanno esultato una sola volta. Ce n'è abbastanza per capire che sono alla canna del gas. Vogliamo mettere da parte - a cominciare da stasera - la nostra proverbiale dabbenaggine?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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