Gioco
Gelain vuole la scossa per ripartire
«Il campo in sintetico può crearci dei problemi in avvio, qualche novità ci sarà, servono velocità e tanta determinazione»
LIVORNO. Per capire quale parte reciterà il Livorno nei prossimi tre mesi: protagonista o comparsa nella piazza playoff. Per rialzarsi dopo le ultime due scene horror, che hanno spaventato tutto il cast amaranto. E per salvare la regia di Ezio Gelain, in bilico da una decina di giorni. La discesa a Trapani è un viaggio nelle ambizioni, nelle speranze e nelle paure. «Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo e la fiducia - spiega il tecnico amaranto - attraverso una grande prestazione e un risultato importante. Poi, una volta riconquistate queste armi, non dobbiamo smarrirle nei momenti di leggerezza, come già successo. Livorno è un ambiente che tende a farti perdere entusiasmo quando le cose non funzionano: qui sembra di essere nelle condizioni del Catania, invece siamo ancora a -4 dalla serie A diretta. Ci serve solo una scossa positiva per ripartire».
E dimenticare così gli ultimi passi falsi.
«Esatto. Con l’Avellino non meritavamo di perdere. A Crotone abbiamo disputato un discreto primo tempo: siamo stati aggressivi e ordinati, facendo però troppi errori e avendo poca qualità nelle giocate offensive. Nella ripresa le cose sono andate peggio: loro erano chiusi, noi dovevamo tentare qualche tiro da fuori. Non possiamo cercare sempre di sfondare centralmente, non siamo né il Barcellona né il Bayern Monaco».
Due partite perse per due errori difensivi…
«Sì, serve più attenzione sulle palle respinte dalla difesa. Sabato scorso, per esempio, non abbiamo mantenuto le posizioni. E Ciano ha trovato lo spazio per concludere e segnare».
A Crotone il gioco è stato lento e poco fluido: c’è anche un problema di condizione fisica?
«No, è la palla che deve correre veloce: noi la teniamo troppo, a volte dobbiamo invece accelerare la manovra. Ma non dimentichiamoci che abbiamo centrocampisti più compassati che agili. E il loro modo di correre può ingannare».
Però l’attacco si è bloccato: un solo gol, quello di Siligardi a Varese, nelle ultime tre gare.
«Non è una questione di singoli, ma di squadra. Se giochiamo più veloci, gli attaccanti trovano vantaggi. E hanno più occasioni per colpire».
Intanto rientra Djokovic, anche se non è ancora al top: la sua assenza ha influito in questo calo?
«Non credo, ma lui ha caratteristiche importanti per noi. È aggressivo, generoso e duttile. A Carpi, per esempio, si sacrificò a fare il mediano. Peccato, al momento dell’infortunio era il giocatore più in forma del gruppo».
Il pesante 6-0 dell’andata può caricare il Trapani?
«Loro ci penseranno e cercheranno di rifarsi, ma sarà una partita completamente diversa. Il Trapani sta attraversando un periodo complicato. E a Latina ha perso nel recupero. Insomma, troveremo una squadra arrabbiata. Ma sarà una sfida difficile anche per via del campo in erba sintetica, che all’inizio potrebbe crearci qualche problema».
Tre match in una settimana: spazio al turnover?
«Cambieremo qualcosa di più rispetto alle ultime volte, questo è certo».
Sicuramente non ci saranno gli squalificati Emerson e Luci, due assenze pesanti.
«Le squalifiche non hanno mai inciso nella continuità. Luci non avrebbe comunque giocato tutte e tre le gare».
Chi ci sarà al suo posto? Jelenic o Belingheri?
«Jelenic è un elemento importante, può essere una soluzione. Belingheri è un trequartista e giocherà quando le sue caratteristiche saranno utili alla squadra. A Crotone, tra l’altro, Luci e Appelt Pires andavano spesso sulla trequarti per pressare gli avversari. Ecco perché la differenza tra il 3-5-2 e il 3-4-1-2 è minima».
Jefferson e Galabinov cercano spazio: ci sarà un turno di riposo per Vantaggiato, a secco da 270 minuti?
«Vedremo. Daniele, al di là dei gol, è un giocatore fondamentale anche sotto l’aspetto tattico».
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