Il Tirreno

Livorno

Viola, una vittoria col ricciolo

Salah sbanca San Siro nerazzurro, nel finale la Fiorentina resta in nove ma Neto para tutto

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MILANO. Certe vittorie sono scritte nel destino, quella della Fiorentina ieri sera a San Siro è di sicuro una di esse. Mancava da 15 anni (dopo con l’Inter c’erano state solo sconfitte) ed è arrivata nel modo più rocambolesco e per certi versi eroico: i viola hanno giocato l’ultimo quarto d’ora in 9 per gli infortuni di Tomovic e Savic, a cambi già finiti (grave errore di Montella, poteva costare caro) ma sono riusciti ugualmente a portarla in fondo. Oltre a questo, i maggiori protagonisti sono stati due giocatori che per motivi diversi un mese fa non erano nemmeno nell’orizzonte viola: uno è il bomber egiziano Salah che stava al Chelsea, l’altro è il portiere brasiliano Neto messo fuori squadra dopo aver rifiutato il rinnovo del contratto perché è già d’accordo con l’odiata Juventus dove andrà a giugno. Ebbene, Salah ha segnato un altro gol pesantissimo, e Neto ha parato tutto e soprattutto un colpo di testa nel recupero di Palacio che pareva già dentro.

Per la Viola è un’impresa memorabile che può segnare tutta la stagione, perché dimostra che il terzo posto Champions non è affatto un miraggio, e forse perfino il secondo può essere attaccato. La vittoria è stata strappata con le unghie e coi denti, ma è una grande prova di maturità e a conti fatti non fa una piega: troppo più concreti e messi meglio in campo i viola di un’Inter arruffona e deludente, anche se il pareggio ci poteva stare. Davanti a un Thohir ancora una volta cupo e deluso, netto il ridimensionamento della squadra di Mancini, che ha deluso molto sul piano del gioco e della personalità: pessima soprattutto la partita di un Kovacic che continua a sprecare occasioni di crescita e ieri si è preso a più riprese anche i fischi di San Siro. Bella conferma invece per Guarin, che però ha predicato nel deserto, trovando collaborazione efficace solo in Medel e nel finale in Shaqiri.

Montella deve fare i conti con gli infortuni di Pizarro e Borja Valero e schiera in mezzo al campo Kurtic e Badelj. A sorpresa, nel tridente offensivo non c’è Salah: l’egiziano si accomoda in panchina, ad affiancare Diamanti alle spalle di Babacar parte Ilicic; poi il tecnico viola deve fare i conti anche con il ko di Babacar e prima dell’intervallo mette dentro l’egiziano a fare il falso 9 alternandosi con lo stesso Ilicic.

Il primo tempo è intenso e giocato a viso aperto dalle due squadre, ma lo vince ai punti la Fiorentina, più ordinata e pericolosa. In apertura di ripresa l’Inter dà l’impressione di stringere i tempi ma il gol lo fanno i viola: al 55’ Pasqual pennella il cross dalla sinistra, Handanovic smanaccia male e Salah è un falco e infila di agilità e opportunismo. Mancini si gioca (tardivamente) la carta Shaqiri, l’Inter si avventa ma sbatte sulla saracinesca di Neto; entra pure Palacio e l’offensiva nerazzurra diventa un assedio, complice anche la doppia inferiorità numerica della Fiorentina; però non c’è nulla da fare, il fortino rimane inviolato. Sull’eurostar salgono i viola, l’Inter rimane al freddo sul marciapiede.

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di Redazione web