Il Tirreno

Livorno

ORA BASTA SPARARE A ZERO SU INZAGHI

La critica sportiva, quando va alla ricerca di un colpevole, spesso finisce per sbagliare il bersaglio delle accuse. Ne è un esempio Inzaghi, ai miei occhi il meno responsabile del campionato...

2 MINUTI DI LETTURA





La critica sportiva, quando va alla ricerca di un colpevole, spesso finisce per sbagliare il bersaglio delle accuse. Ne è un esempio Inzaghi, ai miei occhi il meno responsabile del campionato deludente del Milan. La verità è che quella rossonera non è più la squadra di un tempo: della realtà gloriosa è rimasto solo il nome. Non ci sono più grandi giocatori, così resta una compagine da metà classifica. E quando si distrugge una squadra, non si può pensare di ricrearne il valore in pochi mesi: serve una programmazione di almeno 2-3 anni. Ora non ha senso aspettarsi tanti successi, né dare sempre la colpa a Inzaghi. Che non sarà un grande allenatore, ma che in classifica pagherà al massimo 6-8 punti in totale. Un grande tecnico non potrebbe fare tanto meglio senza acquisti di valore. Ci sono difficoltà finanziarie? Bene, allora non si dia la colpa all'allenatore per un campionato anonimo.

Restando in tema di colpevoli, trovo invece che a Parma il vecchio presidente non sia attaccato nella misura che meriterebbe, mentre nell'occhio del ciclone finiscono quei personaggi arrivati in seguito, da Taçi a Manenti: personaggi senza dubbio discutibili, ma non hanno creato loro il disastro gialloblu. Ghirardi avrebbe potuto appoggiarsi a qualcuno per tempo, o parlare prima con sindaco e istituzioni, invece è rimasto per anni al suo posto con la faccia di bronzo, senza cercare soluzioni per salvare tutti gli addetti ai lavori. Lui ha creato la catastrofe, lasciando una squadra con oltre 100 milioni di debiti e 200 giocatori a contratto. Manenti è un figurante che non potrebbe mai salvare il Parma. Ma in fondo ora non può farlo nessuno, perché la situazione è degenerata.

Non resta che tamponare la ferita per dare un senso a un campionato che rischia di essere falsato. Ma in questa commedia entra in gioco un altro presidente inadatto allo scopo, quello della Federazione. Tavecchio non sembra avere una struttura etica all'altezza, infatti la Figc non fa niente, quando invece dovrebbe intervenire, anche da un punto di vista finanziario, per salvare un torneo che giornata dopo giornata diventa sempre meno credibile.

(a cura di Giorgio Carlini)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web