Gioco
Milano vince di 50 con Reggio! Capo d’Orlando fa il colpaccio
Dura venti minuti la gara della Tesi Group all’Unipol Arena, rivitalizzata così come tutto l’ambiente Virtus dall’arrivo dei 1500 tifosi biancorossi che non hanno mai smesso di cantare dal primo...
Dura venti minuti la gara della Tesi Group all’Unipol Arena, rivitalizzata così come tutto l’ambiente Virtus dall’arrivo dei 1500 tifosi biancorossi che non hanno mai smesso di cantare dal primo esaltante all’ultimo depresso minuto della gara dei ragazzi di Moretti. Una gara a metà per Pistoia che, nella gara di Casalecchio di Reno, gioca un bel primo tempo in cui spreca molto e va al riposo avanti di appena un punto e poi crolla nella ripresa, ingarbugliata nella grintosa difesa della Granarolo. I meriti della squadra di Giorgio Valli, che senza il capitano- faro Ray, ha saputo uscire da un inizio sofferto, mettendo in campo tutto il meglio del suo repertorio di squadra giovane e combattiva, vanno evidenziati così come i demeriti della Tesi Group dopo il riposo. Un’involuzione netta quella della squadra di Moretti, di fatto rimasta negli spogliatoi, dopo che nei primi 20’ aveva fatto capire di poter tener testa alla Virtus con la velocità di Easley e Brown e la regia determinata di Filloy. Poi la metaformofosi, 20’ senza difesa dove far canestro è diventata un’impresa titanica (49- 25 il parziale della seconda parte del match). Un crollo su cui riflettere, senza far drammi, perché la classifica rimane buona e davanti ci sono due impegni casalinghi tanto difficili quanto stimolanti per ritrovare la retta via (gare con Trento e Venezia). Eppure perdere così, con un maxi scarto che non è mai bello, senza riuscire a rimettersi in carreggiata alla prima accellerata avversaria, fa male. Il quinto precoce fallo di Milbourne, al 24’, dopo una non gara che spezza il suo buon momento in campionato, è stato l’inizio della vorticosa discesa agli inferi dei biancorossi finita nel nervosismo generale con l’espulsione di Moretti per doppio tecnico a 3’ dalla fine. A memoria è la prima cacciata del condottiero biancorosso in gare ufficiali di campionato, maturata quando ormai i buoi erano scappati e fin troppo eccessiva a coronamento della pessima serata della terna arbitrale. I signori Chiari, Biggi, Caiazza hanno perso fin da subito il controllo su una gara in cui Bologna ha tirato quasi il doppio dei liberi di Pistoia (33- 18), anche se Pistoia ha litigato anche con la linea della carità (56%). E dire che la gara della Tesi Group era iniziata bene: primo quarto equilibratissimo con un paio di palle perse biancorosse letali per il vantaggio Virtus al 10’ (21- 16) e un secondo quarto da applausi. 10’ in cui la squadra di Moretti ha dato spettacolo grazie al gioco veloce finalizzato dalle lunghe leve di Easley (migliore in campo), diretto magistralmente da Filloy. Pistoia è arrivata al +8 (29- 37), ha tenuto fino al vantaggio 42- 35 per poi fare come Penelope e mangiarsi gran parte di quanto prodotto già prima del riposo. La flebile Linea Gotica biancorossa è stata sfondata con grinta all’inizio del terzo quarto dal devastante 17- 3 bolognese in 5’, con la difesa mani addosso della Virtus base delle ripartenze letali che hanno esaltato Hazell (castigatore biancorosso per 40’) e rivitalizato Fontecchio ed Imbrò. Da qui in poi i tanti errori di Pistoia sono stati puntualmente puniti dalla Virtus mentre Pistoia non ha saputo fare di più del -11 ad inizio ultimo quarto (69- 58 con Williams e la tripla di Filloy). Davanti c’era ancora una mare di minuti, ma in campo la vera Tesi Group non c’era. Calo fisico e mentale che comunque non ha rovinato il festante esodo dei tifosi biancorossi: quasi 2000 quelli arrivati a Casalecchio che alla fine hanno applaudito la squadra e che tornano a casa con una certezza: se all’Unipol Arena si è sfiorato il tutto esaurito dopo anni e anni, il merito è tutto loro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google