Gioco
Livorno e la maledizione del sud E domani sfida-rischio a Trapani
Dal Lazio in giù, sei sconfitte in altrettante partite con l’ultimo stop di Crotone davvero desolante Gelain chiede ai suoi di ritrovare rabbia e determinazione ma se perde anche in Sicilia rischia il posto
LIVORNO. Quando un forestiero viene al sud, raccontano nel Mezzogiorno, piange due volte: quando arriva e quando parte. Anche il Livorno scende depresso e risale in lacrime. È una costante di questa stagione, sia con Carmine Gautieri che con Ezio Gelain. Dal k.o. di Bari, a inizio campionato, a quello di Crotone, amaro anche in chiave classifica. E domani sera, dopo le due sconfitte di fila e il crollo al sesto posto, ecco un’altra sfida al sud. In Sicilia, a Trapani, contro l’ennesima squadra in crisi. Ma gli amaranto devono invertire la rotta per restare in contatto con le prime, anche perché, nonostante tutto, la serie A diretta è distante solo 4 punti.
La maledizione del sud. Sono 16, sui 43 totali, i punti conquistati dal Livorno in trasferta, cioè il 37%: 4 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte il bilancio lontano dall’Armando Picchi. Con un filo conduttore, l'impotenza degli amaranto nei campi più caldi, dal Lazio in giù: 6 partite tra il centro-sud e il sud, 6 stop pesanti (Bari, Avellino, Lanciano e Frosinone nel girone d’andata, Latina e Crotone nella prima parte del ritorno) e nessun punto raccolto, oltre alla sensazione di essere sempre travolti dalla voglia degli avversari. L’unica gioia, nel cuore dell’Italia, a Terni, contro una squadra che rende di più in trasferta e che sbarcherà all’Ardenza sabato. Tutta un’altra storia quando il Livorno imposta il navigatore verso nord, dove non ha mai perso. Dal blitz di Brescia a quello di Varese, passando per il colpaccio di Carpi e per 4 pareggi (Cittadella, Modena, Entella e Vicenza).
Senza fame. Più l’ambiente è caldo, più il Livorno si scioglie. Ma perché questa tendenza? Questione di carattere, di mentalità, di voglia. Gli ultimi due k.o. esterni - a Latina e Crotone - sono arrivati con due formazioni che, alla vigilia, erano in coda. E che, contro gli amaranto, non potevano proprio sbagliare. Così in campo hanno dato il massimo, pur mostrando limiti strutturali e tecnici, soprattutto i rossoblù di Drago. Il Livorno si è presentato invece spavaldo e superficiale, sottovalutando forse gli avversari e giocando senza quella fame che in serie B fa la differenza. E Gelain, sabato pomeriggio, non l’ha nascosto: «Dobbiamo ritrovare la cattiveria e la voglia di far male - ha detto dopo lo stop allo Scida - altrimenti diventa tutto più difficile».
Djokovic verso il rientro. C’è anche un altro fattore che ha contribuito al calo del Livorno, l’assenza di Damjan Djokovic. Perché il suo modo di giocare, in una squadra che si schiera a cinque in mezzo al campo, è fondamentale. L’ex Cluj è forse l’unico centrocampista capace di unire le due fasi, aiutando dietro e accompagnando poi l’azione. A Crotone, Luci si è ritrovato spesso sulla trequarti, mentre Biagianti ha avuto l’occasione per segnare, sbagliando come con l’Avellino. Ecco perché un interno come Djokovic, bravo anche nell’ultimo passaggio e nel tiro da fuori, è importantissimo in un modulo del genere. Il croato ha superato la lussazione alla spalla destra, subita nel match col Bari, ed è in dubbio per domani: potrebbe partire per la Sicilia oppure lavorare ancora a Tirrenia ed essere pronto per sabato.
Trapani, che crisi. Ma intanto è vietato sbagliare a Trapani, dove tutti si aspettano una reazione. La squadra di Boscaglia è in crisi nera e non vince da oltre due mesi, dalla vigilia di Natale (4-1 sull’Avellino). E ha raccolto solo 3 punti nelle ultime 8 giornate (3 pareggi e 5 sconfitte), scivolando così ai margini della zona rossa. La cessione a gennaio di Mancosu al Bologna ha spento i granata che, oltre ad avere la peggior difesa del campionato (51 reti prese!), non segnano più (solo un gol nelle ultime 6 partite). Numeri da incubo, situazione simile alle trasferte di Latina e Crotone. Ecco perché un altro k.o., ma anche un pareggio senza verve, costerebbe la panchina a Gelain.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
