Gioco
LE IDEE CHIARE SONO SEMPRE VINCENTI
Un Pisa in crisi, un punto in due partite e ko nella sfida più attesa con la capolista Ascoli, è la notizia del giorno: i nerazzurri sono lontani nove punti dalla squadra di Petrone, forse sei se...
Un Pisa in crisi, un punto in due partite e ko nella sfida più attesa con la capolista Ascoli, è la notizia del giorno: i nerazzurri sono lontani nove punti dalla squadra di Petrone, forse sei se riescono a battere la Reggiana a domicilio nel recupero. Una distanza teoricamente non incolmabile ma certo, questo Ascoli ha mostrato all’Arena di avere le idee chiare, un’impronta. Non è certo imbattibile, come ha dimostrato il Prato un paio di settimane fa, ma certo ha passo, ha personalità, ha gamba. Petrone, come ha sempre fatto in carriera, ha puntato tutto sull’attacco (è la squadra più prolifica, 43 reti segnate) ma con Gigio Grassi ha trovato un nuovo equilibrio. Grassi giostra un po’ come faceva Poletti nel San Marino di Petrone, fra le linee, non dà punti di riferimento. Il Pisa avrebbe probabilmente meritato il pari, ma non ha mostrato sufficiente chiarezza di idee: a parte il fatto di non aver schierato un uomo squadra come Caponi, ha utilizzato come esterno d’attacco un Napoli che spesso in carriera ha giocato da trequartista, ed è mancato nell’approccio. La partita della vita doveva e poteva essere giocata diversamente, anche la superiorità numerica nel finale non è stata sfruttata in modo adeguato. L’immagine nitida è quella di un Ascoli lanciato verso la B, che ha sfruttato al meglio la chance (in fondo agli ospiti bastava anche il pari) mentre il Pisa si lecca le ferite e si interroga sul futuro: teoricamente undici partite sono tante, ma intanto il Pisa deve superare la sindrome derby, già nel prossimo turno in casa del Grosseto. I maremmani sono incappati a loro volta in una sconfitta in casa del Tuttocuoio, dal quale sono stati pure scavalcati in classifica: una stagione che non riesce a decollare, quella dei torelli, nonostante il buon lavoro di Stringara. Si ferma anche la marcia della Pistoiese, punita dal fanalino San Marino che nella contesa ha messo qualcosa di più e ha trovato in Musetti un prezioso centravanti. Altra delusione di stagione il Prato, ancora ai margini della zona playout. Le note liete, oltre al Tuttocuoio, sono innanzitutto il Pontedera, che sfrutta al meglio la lunga superiorità numerica e si rilancia addirittura in chiave playoff; la Lucchese che con Galderisi ha davvero svoltato (dodici risultati utili in 14 gare) e la Carrarese, benissimo a Gubbio nonostante le molte assenze. In vetta, però, le toscane non ci sono: dietro l’Ascoli, il Teramo frena ma ha comunque sedici risultati finali.
@massimobraglia2
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google