Gioco
E’ un Livorno senza pace Anche Gelain sotto esame
Spinelli: sfortuna con l’Avellino ma anche tanti errori, sono ancora arrabbiato Le trasferte di Crotone e Trapani saranno uno spartiacque per il tecnico
LIVORN O. Si è trincerato dietro un silenzio assordante lungo un giorno e mezzo, ma ora smaltita - in parte - la delusione per la sconfitta con l'Avellino, il presidente Spinelli è tornato a parlare. Lo ha fatto con un tono di voce pacato, ma esprimendo concetti chiarissimi. La rabbia di domenica è quasi del tutto evaporata nelle cinquanta sfumature di grigio del cielo londinese: «Sì, sono a Londra. Mi hanno invitato a seguire Arsenal-Monaco di Champions League e non potevo mancare». Il pensiero però non si schioda da quello scivolone casalingo con l'Avellino. Ora sarà a Tirrenia con un concetto chiaro: nella doppia trasferta di Crotone e Trapani non si potrà sbagliare, meno di tutti Ezio Gelain che sarà sotto esame come i giocatori.
L'analisi del pres. «Domenica - dice subito - non ce n'è andata bene mezza. Se l'Avellino avesse segnato prima avremmo avuto il tempo di ribaltare il risultato. Sono convinto che li avremmo massacrati e invece quel golletto a cinque minuti dalla fine è stato decisivo». Spinelli però non cerca alibi in senso assoluto: «Siamo stati sfortunatissimi, ma ci abbiamo messo anche del nostro». La parola chiave è esperimenti, quelli che - secondo Spinelli - Gelain non deve più fare: «Noi dobbiamo giocare con il 3-5-2, ma alla fine se avessimo vinto non avremmo rubato nulla e anche la questione del modulo sarebbe passata in second'ordine. Detto questo la fisionomia tattica della squadra non deve essere snaturata». Parlare di Livorno-Avellino significa riaprire una ferita: «GuardiM mi è venuto il mal di fegato e anche mio figlio Roberto tra domenica e lunedì non ha chiuso occhio perché al Livorno, in famiglia, ci teniamo tutti. Abbiamo rovinato la settimana del Centenario che era stata indimenticabile». Spinelli ripercorre con la memoria i minuti finali della sfida con gli Irpini: «Non mi do pace a ripensare a quel gol sbagliato da Biagianti. D'altronde lo vado ripetendo da tempo. In serie B dobbiamo essere cattivi, decisi sotto porta. Invece a volte siamo molli e veniamo castigati».
Cicala e formica. In un campionato equilibrato come questo anche il punticino può fare la differenza. Spinelli è troppo esperto per non saperlo e infatti sottolinea: «Quando capisci che non puoi vincere, devi evitare di perdere. Il pareggio sarebbe stato la manna dal cielo perché ci avrebbe consentito di mantenere il terzo posto. In certe partite dobbiamo imparare ad accontentarci».
Rotta su Tirrenia. L'istinto ha lasciato spazio alla razionalità. Il presidente ha preferito mandare in avanscoperta il direttore sportivo: «Sì - conferma - ho voluto che Elio Signorelli parlasse con la squadra e con lo staff tecnico. Hanno fatto il punto della situazione. Giovedì sarò a Tirrenia per seguire l'allenamento in vista della trasferta di Crotone. In questi momenti è opportuno stare uniti"» Calmo, ma deciso. Spinelli non vuole scendere dal treno delle battistrada. Proprio come dopo la sconfitta di Latina il presidente sarà al capezzale della squadra. Un po' per scaramanzia e un po' per necessità, lui vuole vederci chiaro.
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