Il Tirreno

Livorno

Un paio di tachipirine per il Milan

Cesena battuto, la panchina di Inzaghi è salva. E si sblocca anche Pazzini

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MILANO. Due gol per esorcizzare la paura, una vittoria per non finire nel baratro, tre punti che allungano la vita rossonera di Filippo Inzaghi: il Milan batte il Cesena e rientra provvisoriamente nella parte sinistra della classifica. Difficile far festa per un ottavo posto (ammesso che resti tale dopo i posticipi) però a Milanello si rifiata. La vera notizia è che a San Siro stavolta non finisce fra i fischi.

E c’è anche qualche piccolo segnale positivo: malgrado l’evidente tensione il Milan inizia bene, segna subito, non perde la testa, resiste contro un buon Cesena che era riuscito a fermare la Juventus. Il 2-0 è troppo largo e figlio di un rigore dubbio al 90’, ma consente anche a Pazzini di sbloccarsi, forse il bomber toscano ora potrà tornare comodo.

Inzaghi, assillato dagli infortuni e dagli squalificati, cambia ancora: in avanti manda Menez insieme a Destro, alle loro spalle Bonaventura nel ruolo di trequartista. In tribuna c'è Gullit, mito ed eroe di altri tempi. Il Milan scende in campo meno impaurito e, subito, dopo appena sessanta secondi, scatta in piedi il pubblico di San Siro per un gol di Poli annullato per fuorigioco attivo di Destro. Al 3' Bonaventura manda alto, poi è il Cesena a impensierire i rossoneri con Djuric: i romagnoli se la giocano ma al 22' Bonaventura porta in vantaggio la sua squadra con un destro angolato e preciso: l'ex atalantino è un valore aggiunto e forse il migliore acquisto del Milan. Bravo anche Menez sempre vivace e abile nel saltare l'uomo, veloce sulla fascia; male invece Destro, avulso dalla manovra e isolato in area avversaria.

Sul finire del primo tempo, occasione incredibile per il Cesena con De Feudis che tira ma trova un Abbiati in stato di grazia, e forse questa paratona del n. 1 rossonero è il vero episodio decisivo della partita. Nel secondo tempo il Milan sbuffa e a tratti soffre, però non corre troppi rischi e a tempo scaduto riesce finalmente a mettere al sicuro il risultato. Non è certo fuori dalla crisi, ma si prende un paio di tachipirine che abbassano la febbre: forse il massimo che Pippo potesse sperare.

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di Redazione web