Gioco
Spinelli infuriato nel mirino c’è Gelain
Il presidente esplicito: «Non era la partita da esperimenti»
LIVORNO. La domenica del presidente era iniziata con il sereno ed è finita in tempesta. K-way giallo d'ordinanza pochi minuti prima del fischio d'inizio è sceso a bordo campo per un simpatico scambio di regali con il pugile Lenny Bottai. Spinelli ha ricevuto il guantone con cui Lenny ha tirato sabato scorso al Modigliani Forum in occasione della feste del Centenario e ha ricambiato con la maglia amaranto griffata con il cognome Bottai.
Un bel siparietto tra uno degli antichi capi storici del tifo e Spinelli che a tutto pensava tranne a una sconfitta così dolorosa contro l’Avellino. Durante la partita ha sofferto, sacramentato, imprecato fino alla stilettata al cuore inferta da Trotta e che ha indirizzato - per la verità in modo ingiusto - i tre punti verso l'Irpinia. Nel finale ha sperato nel miracolo, ma quello in più di un'occasione lo ha confezionato il portiere Gomis. E allora ecco che il presiente ha trangugiato fiele. Dribblati taccuini e telecamere con un movimento degno del miglior Siligardi, ha riposto in tutta fretta il K-way nella bauliera della fuoriserie e si è sciroppato i 180 chilometri da Livorno a Genova. Con il morale e l’umore sotto i tacchi. Una domenica davvero storta per lui e per tutti i tifosi di fede amaranto.
Ira funesta. Raggiunto al telefono un'ora dopo la fine della partita Spinelli ha parlato poco, ma dalla sua bocca sono uscite parole pesanti come macigni: «Sono distrutto - ha detto - perché non è possibile perdere una partita come questa». E fin lì tutto normale perché ha soltanto interpretato il comune sentire di quanti hanno il cuore amaranto: «Sono dispiaciuto per i tifosi. Erano venuti in tanti e hanno assistito a una sconfitta ingiusta». Poi però Spinelli ha alzato i giri del motore e anche se non ha fatto nomi ha preso le distanze da Gelain: «Non si possono fare esperimenti tattici, men che meno se di fronte a una squadra tosta come l'Avellino. E invece - di nuovo - sono state cambiate le carte in tavola». Già, un po' come accadde a Latina. Spinelli però stavolta ci è andato giù ancora più duro: «Avevamo trascorso una settimana meravigliosa con la festa del Centenario. Abbiamo ritrovato i nostri tifosi. Tutto rovinato da questa partita, da una sconfitta figlia di questi esperimenti che non servono a nulla».
Il futuro. Inevitabile cercare di capire se questo sfogo sia stato il prologo di qualche decisione clamorosa: «Adesso - ha detto - voglio parlare con Elio Signorelli perché ho bisogno di capire». Già. E poi? Ecco lo smash buono per prendere tutti in contropiede: «E poi dobbiamo restare sereni. Ci sentiamo in questi giorni». Insomma, dopo aver sparso fuoco e fiamme la chiosa è stata più soft, ma il presidente non ha preso benissimo la sconfitta. E il dilemma resta: si è trattato di un semplice sfogo o sta meditando qualche mossa clamorosa?
Certo: è strano il destino di Gelain. Pare che il tecnico veneto abbia una sola via: la vittoria. Su sei partite ha gioito quattro volte e ne ha perse due. In entrambe le occasioni Spinelli si è incavolato e non gliel'ha mandata a dire. Il mercoledì dopo la sconfitta di Latina il presidente andò al Centro Coni di Tirrenia per una reprimenda a tecnico e squadra. Adesso siamo di nuovo in quella situazione. Un dato è certo: qui non possiamo mai abbassare la guardia. Un attimo di distrazione e finiamo al tappeto con tutto il caos che ne consegue.
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