Gioco
Record di spettatori: in 9000 al Picchi
Bel colpo d’occhio e grande coreografia in curva nord: rispolverati gli striscioni che non si vedevano da alcuni anni
LIVORNO. 8940 presenti tra abbonati e paganti. Livorno-Avellino ha fatto registrare il record stagionale di presenze all'Ardenza. Merito anche dei tifosi irpini che si sono presentati in curva sud in 1200.
Bel colpo d'occhio e coreografia d'altri tempi in Curva Nord. Per festeggiare il Centenario sono stati rispolverati striscioni che non vedevamo da anni. È ricomparso per esempio il vecchio “Brigate Autonome Livornesi” che ha riportato alla memoria il gruppo di tifosi che ha scritto pagine storiche negli anni della rinascita amaranto dalla serie C alla serie A. E poi Gruppo Autonomo, Tovarisc, Vecchia Fossa, Fino all'ultimo bandito, Brigate Rozze e North Caos oltre al più recente “In curva e nei quartieri dei nostri colori andiamo fieri”. Tutti cimeli sopravvissuti a centinaia di trasferte e che hanno conosciuto le balaustre dei campi sportivi dove il Livorno andava a giocare. Anni indimenticabili che hanno sancito quel patto d'acciaio tra tifoserie e squadra: senso di appartenenza che è tipicamente made in Livorno. Infine il lenzuolo celebrativo: “Gioia, follia, dolore...un secolo di passione, tanti auguri Vecchia Unione. 17 febbraio 1915 - Curva Nord Livorno”. Una gran bella dichiarazione d'amore.
Prima dell'inizio della partita moltissimi hanno cantato l'Inno Amaranto. Male, malissimo in quel frangente i tifosi dell'Avellino che hanno accolto l'Inno con irriguardosi fischi. Poi la partita con il Livorno sospinto dalla sua gente alla vana ricerca del gol. Qualche sfottò con i dirimpettai biancoverdi, ma nel complesso grande correttezza.
Nel finale dopo il gol di Trotta il tifo amaranto - se possibile - è aumentato d'intensità, ma il fortino di Rastelli non è stato espugnato e così è arrivata una sconfitta dolorosa nel giorno che ha visto anche il ritorno in campo delle maglie del 1915.
A fine partita la squadra è andata sotto la curva per ricevere applausi e cori di ringraziamento. Si può anche perdere, ma quando la prestigiosa casacca è zuppa di sudore anche il sapore della sconfitta è meno amaro. Sabato si va a Crotone, poi a Trapani. Andiamo avanti a testa alta e con il cuore gagliardo perché come ha detto Mazzoni a fine partita «Il Centenario continua». Proprio come questo campionato che lascia ancora aperta la porta ai sogni di tifosi e squadra che da ieri sono ancora di più un blocco di granito. Avanti Livorno!
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