Toscana
Arrivederci Roma, sarà già tanto se arriva seconda
Ennesimo pareggio a Verona, lo scudetto è sfumato Alta tensione, Totti prende male la sostituzione
VERONA. Rien ne va plus. La fatale Verona, che tante volte ha spezzato i sogni di scudetto, ieri ha sbattuto la porta in faccia anche alla Roma: la squadra di Garcia non esce dalla morsa del pareggio, il sesto nelle ultime sette partite, e la Juventus allunga la sua fuga portando a 9 i punti di vantaggio, che rendono platonico anche lo scontro diretto di lunedì 2 marzo all’Olimpico. «Di scudetto si parlava in altri tempi più felici - commenta secco il ds giallorosso Sabatini - ora bisogna pensare a difendere il secondo posto, e non sarà per niente facile. Comunque Garcia resta il nostro allenatore, per il presente e anche per il futuro».
Una precisazione, quella di Sabatini, che in realtà la dice lunga sulla tensione in casa romanista. Che lo spogliatoio sia unito a fianco del tecnico appare improbabile, e l’ultimo segnale contrario si è visto ieri quando Totti ha imprecato platealmente al momento del cambio. Che il problema sia una «flessione» della squadra è un eufemismo: la Roma ha toppato tutta la stagione, da due mesi è una squadra-ectoplasma che ha perso la condizione fisica e anche l’anima. A questo punto il secondo posto diventa la trincea, ma difenderla sarà possibile solo a patto che il Napoli e le altre inseguitrici frenino a loro volta, altrimenti già a marzo il sorpasso pare inevitabile.
A bloccare i giallorossi stavolta è il Verona di Mandorlini che reagisce all'iniziale svantaggio a firma di capitan Totti e difende senza particolari problemi il pareggio nel secondo tempo, creando anche qualche occasione favorevole. Anche in riva all'Adige, così, la squadra di Garcia ha dilapidato il vantaggio, ma soprattutto ha messo in campo una gara scialba e priva di mordente, che non è parsa all'altezza di una formazione che vuole cercare ancora di dare la caccia ai bianconeri. Un pareggio che suona come l'ennesimo segnale di resa senza condizioni, vedremo se contro la Juve la squadra ritroverà almeno orgoglio e voglia di combattere.
Per il Verona, invece, il punto è una boccata di ossigeno per la panchina di Mandorlini che stava cominciando a scricchiolare, viste le tre sconfitte consecutive. La partita nel primo scorcio del primo tempo mostra gli uomini di Garcia all'attacco con i padroni di casa a maglie strette. La Roma palleggia bene, non affonda con forza negli ultimi sedici metri, ma si fa pericolosa con i tiri da fuori. Ci prova prima Nainggolan e poi, al 25', è il turno di Totti che da una trentina di metri dalla porta scaglia un tiro improvviso che buca Benussi e porta in vantaggio i giallorossi. Per l'undici di Garcia sembra l'avvio di una cavalcata, con un altro paio di occasioni. Nella prima mezzora il Verona non vede palla. Al 38', però, il cielo si oscura per la Roma: su un cross da sinistra Jankovic salta più in atto di tutti, la palla carambola sul corpo di Keita e finisce alle spalle di De Sanctis. Al 46' Lajijc prova su punizione dai venticinque metri ma trova l'incrocio dei pali.
Se si va negli spogliatoi con i giallorossi che obbiettivamente avrebbero meritato di più, nel secondo tempo le cose cambiano parecchio: il Verona ci crede, alza il baricentro e sfiora due volte il 2-1. La Roma fa un possesso di palla sterile, in attacco non punge e continua ad affidarsi ai tiri da fuori, ma invano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google