Il Tirreno

Livorno

«Sarà una partita difficile voglio un avvio sparato»

di Gianni Tacchi
«Sarà una partita difficile voglio un avvio sparato»

Gelain e le difficoltà del match: loro in forma ma anche noi siamo in salute

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LIVORNO. «Sì, questa è la partita più difficile della mia gestione». Ezio Gelain, dopo i 12 punti conquistati in 5 uscite, non si fida dell’Avellino. Per mille motivi. «Intanto perché è in grande forma - spiega il tecnico amaranto - e poi perché è una squadra consolidata, continua e organizzata, che gioca bene e ha pochissime lacune. Inoltre concede poco, pochissimo. E ha un allenatore capace come Rastelli, che nel corso degli anni ha costruito un gruppo solido. Dal punto di vista calcistico è la gara più dura di questo periodo».

Però arriva in un momento stimolante per il Livorno, tra gli ultimi due successi e le iniziative per il centenario. «Beh, anche noi siamo in salute. Rispettiamo gli irpini, però giocheremo in casa e daremo tutto per continuare su questa strada, cercando anche di crescere ancora rispetto alla vittoria di Varese».

Cioè?

«Faccio una premessa: lì non era semplice, anche perché loro erano più coperti del solito, quindi sono soddisfatto. Però dovevamo essere più cattivi e più determinati per chiuderla. Comunque ci sono stati tantissimi aspetti positivi: dopo il vantaggio non abbiamo rischiato e siamo tornati a Livorno senza aver preso gol».

Ma ora occhio a Castaldo…

«Sta facendo bene da anni. E adesso in modo particolare. Attenzione anche a Trotta: ha un fisico importante, difende bene la palla e ha i tempi di gioco giusti. Ma l'Avellino ha tanti elementi di valore...».

Che partita si aspetta?

«Noi siamo un diesel, ma stavolta ho chiesto ai ragazzi una partenza importante. Loro inizieranno al massimo, quindi dovremo farlo anche noi. In generale servirà pazienza».

Intanto ci sono mille problemi in difesa: Ceccherini e Gonnelli squalificati, Empereur infortunato e solo tre centrali disponibili.

«Sì, la situazione è questa. Speriamo di non avere altri guai. Comunque dalla Primavera è salito Macera, che ovviamente conosco bene: è un marcatore e ha un gran fisico».

Belingheri può essere un’arma tattica in più?

«Lui, quando gioca, è sempre un’arma tattica in più: ha i tempi di inserimento e legge benissimo gli spazi nella difesa avversaria. È tornato a disposizione dopo l’infortunio di gennaio e ora è al 100%. Tra l’altro, nell’Avellino, c’è Sbaffo, che ha caratteristiche simili».

Mercoledì, nel test con la Nazionale Under 21 di Lega Pro, ha provato Maicon a sinistra e Jelenic a destra: li rivedremo in quelle posizioni nelle prossime settimane?

«Sono esperimenti. Forse Maicon preferisce giocare proprio sulla corsia mancina, dato che lì si sente più sicuro in fase difensiva. Jelenic può coprire invece quasi tutti i ruoli: alto o basso, interno o esterno, a destra o a sinistra. È un giocatore universale, eclettico e moderno. Sì, lo porterei sempre nelle mie squadre».

E Moscati?

«Per me è un esterno di centrocampo. Certo, può fare anche l’interno come successo a Varese, ma largo si esprime meglio. Però in questo momento, da quella parte, sta giocando di più Maicon, che ha caratteristiche diverse».

Galabinov è ai margini, sembra un separato in casa.

«Assolutamente no, tra l'altro a Varese è entrato. Nelle mie scelte influiscono anche le caratteristiche degli avversari e i momenti delle partite».

Come sta Djokovic?

«Meglio, spero di rivederlo in gruppo all’inizio della prossima settimana. Non credo che in questo periodo abbia perso la condizione».

Quanti punti servono per la serie A diretta?

«Non lo so, forse meno degli anni scorsi, c’è più bagarre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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