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Livorno, un match rischio ma l’Avellino va battuto

di Fabrizio Pucci
Livorno, un match rischio ma l’Avellino va battuto

Contro una squadra solida e in condizione serve una vittoria per non perdere contatto dal Bologna che ieri è andato a bersaglio. In campo alle 12,30

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LIVORNO. Domanda secca: firmereste per lo 0-0? All'ora della lettura del giornale, no. La cabala invece consiglia l'esatto contrario. Due esibizioni dell'Avellino all'Ardenza (settembre 2003 e gennaio 2009), altrettanti pari senza gol e fine di campionato in gloria con il Livorno sempre promosso in serie A. Purtroppo, però non si vive della sole statistiche. E allora è opportuno cercare di trarre il massimo da questo scontro diretto per la promozione nella consapevolezza che mica sarà facile mettere la museruola ai lupi d'Irpinia.

Avversario tosto. Questo campionato ha dimostrato che nessuno è imbattibile. I risultati di ieri - tutti negativi per il Livorno - non devono comunque ingannare. Bologna, Frosinone, Vicenza e Spezia hanno vinto, ma aiutati da una massiccia dose di fortuna. Neanche l'Avellino è uno schiacciasassi. In questa stagione anche i biancoverdi hanno accusato qualche passaggio a vuoto, ma arrivano nel loro momento psicofisico migliore e sono temibili per almeno tre motivi. Primo: non concedono molto allo spettacolo, ma giocano semplice. Verticalizzazioni, i giusti appoggi sugli attaccanti e inserimenti dei centrocampisti. Secondo: hanno fisicità. Là davanti le punte sono pezzi di artiglieria pesante. Castaldo, Comi e Trotta sono tre pivot dal valore assoluto e Rastelli ogni settimana ha l'imbarazzo della scelta. Infine la difesa: con appena 23 gol subìti si colloca dietro solo a quella del Carpi. Insomma c'è di che essere accorti nell'approccio a questa partita.

Le mosse di Ezio. Se l'Avellino è solido e temibile, il Livorno non è da meno e anche i biancoverdi devono preoccuparsi. Certo, senza Gonnelli, Ceccherini e la possibile alternativa Empereur la difesa è in piena emergenza e da quelle parti servirà un supplemento d'attenzione anche se il reparto è ridotto ai minimi termini di tre-uomini-tre contati. A Varese, però Mazzoni ha mantenuto la porta inviolata e gli amaranto proprio da quel dato devono ripartire se vogliono rimanere nella scia del Bologna. Per il resto Gelain è sereno: qualche possibile “mutazione genetica” a centrocampo (Maicon esterno mancino e Moscati dalla parte opposta) e la certezza della coppia d'attacco Vantaggiato-Siligardi. Ecco come andiamo in bocca ai lupi.

La partita. Gelain e Rastelli hanno due possibilità. Una strada è comune: il 3-5-2. Alla vigilia è la più probabile perché consente al Livorno di giocare con il modulo che sente più suo e agli ospiti di essere abbastanza protetti senza però disprezzare l'idea di offendere. In alternativa il Livorno può disegnare il 3-4-3 e l'Avellino affidarsi a due punte e più il trequartista Sbaffo. Un azzardo? Forse. Chi viene a giocarsela a viso aperto all'Ardenza rischia di finire al tappeto perché gli amaranto la giocata - con i fuoriclasse Siligardi e Vantaggiato - la trovano sempre. Più facile un confronto a specchio con traffico intenso a metà campo e battaglia su ogni pallone. Come piace ai livornesi. E lo 0-0 “amuleto”? Lasciamolo agli esperti di numerologia: il nostro calcio è un'altra storia.

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