Gioco
Livorno torna «cantera» del basket
Sei ragazzi del Don Bosco in azzurro. Da Prato: i segreti? Educazione, lavoro e tanto scouting
LIVORNO. Da Samuele Podestà, passando per i vari Giachetti, Garri, Cotani, Renzi e Saccaggi: storicamente la Pallacanestro Don Bosco è serbatoio delle rappresentative azzurre, ma nell’ultimo mese il fax di via Allende è letteralmente andato in tilt con addirittura sei convocazioni.
Sei prospetti che il Settore Squadre Nazionali studierà da vicino per conoscerne le qualità in vista della consueta estate ricca di appuntamenti per ogni categoria. Iniziamo dal basso, dall’Under 16, che si radunerà a Parma dal 27 febbraio al 1° marzo agli ordini di Andrea Capobianco, ex capo allenatore di Jesi, e che vedrà impegnati Matteo Graziani e Paolo Zanini (aretino, a Livorno dallo scorso settembre), capisaldi del roster Under 15 Eccellenza guidato da Daniele Quilici. Salendo in Under 18, gettone di presenza per Marco Creati (Siena, 8-10 febbraio), mentre nell’Under 19 Jacopo Lucarelli raggiungerà Campobasso (22-24 febbraio) con Simone Orsini riserva a casa, al pari di Giorgio Artioli nell’Under 20 (Roma, 16-17 febbraio). «Il vivaio è da sempre il fiore all’occhiello della società – precisa Andrea Da Prato, coach dell’Under 17 Eccellenza e responsabile del settore giovanile – e in tal senso vantare una prima squadra in Serie B rappresenta un valore aggiunto, il campionato più adatto per far maturare ulteriormente i ragazzi giunti in fondo al percorso giovanile; un anno fa toccò a Saverio Mazzantini e Lorenzo Benvenuti, oggi è il turno di Artioli, Sollitto, Lucarelli e Orsini e ci tengo a menzionare anche Matteo Martini, Luca Schiano e Leonardo Salvadori, tutti e tre in prestito in squadre di Serie B». Aspetto fisico e tecnico, ma non solo. Di capitale importanza a casa Don Bosco è l’educazione alla vita di tutti giorni, anche fuori dalla palestra: «La struttura fisica è senza dubbio la miglior base di partenza, non a caso abbiamo due preparatori fisici a tempo pieno: Giacomo Sorrentino e Gino Fioravanti. Un buon fisico, abbinato al miglioramento della tecnica individuale, alla lunga può fare la differenza nella crescita di un prospetto. Magari nelle categorie Under 13 e Under 14 vinciamo un po’ meno partite, ma va bene così. Il Don Bosco preferisce poi avere ragazzi pronti per l’Under 19 e successivamente per il salto in prima squadra vedi Jacopo Lucarelli e Giorgio Artioli, oppure Mazzantini e Benvenuti che dopo un paio di stagioni in Serie B stanno pian piano ritagliandosi minutaggio in A2 Gold». Dei 6 azzurri, 5 sono livornesi e Zanini, appunto, di origine aretina: «Anche la fase di reclutamento raffigura un punto fondamentale ed è merito dei nostri dirigenti sempre presenti ai raduni regionali e nazionali: Zanini, ad esempio, rispecchiava le caratteristiche fisiche alle quali facevo riferimento in precedenza e da settembre lavora duramente dal punto vista tecnico-individuale».
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