Gioco
In 15.000 alla kermesse del Pala Modì
Bilancio positivo per “LivornoCento” e ora si pensa a un museo allo stadio
LIVORNO. Tre giorni, mille sfumature d’amaranto. E una città innamorata. Al Modigliani Forum, tra sabato, domenica e lunedì, sono infatti passati oltre 15mila tifosi, che hanno spento tutti insieme le 100 candeline. Una kermesse firmata da Fabio Discalzi e Alessandro Favilli, livornesi e oggi orgogliosi: «È stato un onore - raccontano - aver organizzato la festa del centenario. Abbiamo lavorato per regalare qualcosa di indimenticabile alla città, ai tifosi, alla società e alla squadra. E non c’è stata solo una grandissima partecipazione, ma anche un larghissimo consenso».
Che festa. La manifestazione, “LivornoCento… un secolo di passione amaranto!”, è nata lo scorso ottobre, «quando - ricorda Discalzi - ci siamo presentati con un progetto ambizioso e ricco di iniziative. I club, con il Magnozzi in primis, e Luca Salvetti (Granducato Tv, ndr) hanno subito aderito. Poi abbiamo parlato con la società, che ci ha appoggiato. Siamo partiti da soli, senza chiedere un contributo al Livorno Calcio, ma con l’aiuto di alcuni sponsor. E con il marketing: abbiamo infatti valorizzato il nostro marchio del centenario e messo in vendita alcuni prodotti, che sono piaciuti tantissimo». Discalzi confessa poi le sue emozioni: «Nel 2005 organizzai la festa per i 90 anni, ma già all'epoca pensavo al centenario: quella volta ero all'interno della società, adesso invece ho fatto tutto dall’esterno. E sono veramente soddisfatto. Voglio anche ringraziare la Curva Nord per la serata di sabato: il palazzetto era pieno e tutto è filato liscio. Questa manifestazione è la cosa più bella fatta nella mia vita dopo mio figlio. Sì, oggi mi sento anch’io baldo e fiero». Tanti i giocatori e gli allenatori del passato premiati. «Abbiamo chiamato oltre 250 ex. E vi garantisco che rintracciare alcuni non è stato facile. Jaconi e Diamanti sono ancora nel cuore di tutta la città. Poi Protti, Alessandro e Cristiano Lucarelli, la famiglia Picchi, Lessi, Manetti… Alcuni sono arrivati da lontano, come Tormen da Belluno, altri invece volevano venire ma non ci sono riusciti per motivi professionali: penso a Vanigli, Di Carlo, Scalzo, Civeriati, Ogliari, Dionisi, Danilevicius e Pfertzel».
Il museo allo stadio? Premi, stand, musica e tanto altro al palazzetto. Ma soprattutto la mostra, che ha appassionato tutti. «È frutto di mesi di lavoro e di organizzazione - aggiunge Discalzi - non di improvvisazione. La società ci ha dato i trofei, mentre il Club Magnozzi ha contribuito con foto e documenti d’epoca. E alcuni collezionisti, con Ivano Falchini in primis, hanno portato le maglie storiche». Discalzi annuncia infine un’idea affascinante: «Abbiamo proposto all’amministrazione comunale di creare un museo sul Livorno. Sarebbe bellissimo metterlo allo stadio».
Gianni Tacchi
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