Gioco
Spinelli chiama sul palco i tifosi: senza di voi il calcio non vale nulla
Il presidente commosso: quanti ricordi, è una grande società Gelain e Strasser: la speranza adesso è di farvi un bel regalo...
LIVORNO. Cento anni, gli ultimi 16 con Aldo Spinelli. È la festa del Livorno, ma c’è spazio anche per il tributo al presidente, che ha riportato gli amaranto nel grande calcio dopo decenni. E per i giocatori di oggi, che stanno cercando di regalare la Serie A ai tifosi.
Spinelli apre agli ultrà. Il patron sale sul palco del Modigliani Forum con le lacrime agli occhi, è commosso ed emozionato. E salta anche sul coro “Chi non salta è un pisano”.
«La cosa più bella di tutti questi anni – racconta – è stata la prima promozione in B con Jaconi, un padre per i giocatori: ricordo ancora quando Osvaldo, a Vicarello, si mise a cucinare la pasta per tutta la squadra. Quella era una famiglia splendida. Protti e Cristiano Lucarelli? I loro gol sono i più belli della storia del Livorno, mi hanno entusiasmato più di tutti: loro due, Galante, Diamanti e tanti altri hanno portato valori importanti in questa piazza. Ma voglio anche dire che il calcio, senza voi tifosi, non vale niente».
Spinelli viene poi premiato dai club, prima di ricevere una teca dal Subbuteo Club Labronico con 11 statuette, ognuna con una maglia significativa della storia amaranto. «Voglio chiamare sul palco gli ultrà – rivela a sorpresa – per un saluto in questo momento bellissimo».
E dopo qualche minuto arriva un ragazzo della curva Nord: stretta di mano e la festa continua. Con l’inno del Livorno rivisitato dalla banda dell’Istituto Mascagni, intonato dal tenore Marco Voleri e suonato due volte.
La serie A come regalo. Poi ecco la squadra. Ezio Gelain, l’allenatore del centenario, parla alla città: «Stiamo vivendo questo momento nel migliore dei modi, i ragazzi sono stati bravi a vincere sabato scorso. Adesso la speranza è quella di fare qualcosa di importante per essere ricordati nella prossima festa. Primo bilancio da allenatore? Una bella responsabilità, conoscevo già l’ambiente e credo che ora lo spirito sia quello giusto». C’è Luci, per il terzo giorno di fila: «Ho il letto qui – scherza – battute a parte, sono orgoglioso di essere il capitano nel centesimo anno di questa gloriosa società». C’è Emerson, che ha rinnovato il contratto un mesetto fa: «Non c’era motivo di cambiare – ammette – qui sto bene, sento l’affetto della gente e la fiducia del club. Spero di ripagarvi con qualcosa di importante, perché questo è un anno speciale». E parla anche Siligardi, mentre tutto il palazzetto gli chiede di rinnovare il contratto: «Intanto voglio far bene in questa stagione. Qui la gente mi ha sempre sostenuto e darò il massimo per questa piazza». Premi anche per tutti gli altri giocatori e lo staff, sia tecnico che dirigenziale. E uno dei nuovi arrivati, Strasser, non si nasconde: «Speriamo di regalarvi la Serie A».
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