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Livorno

UNA FERITA QUELLE PAROLE DI LOTITO

Le squadre "piccole", considerate meno importanti perché provinciali e con un bacino di utenza minore rispetto alle grandi potenze del pallone, sono la parte più bella e più genuina del calcio. Per...

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Le squadre "piccole", considerate meno importanti perché provinciali e con un bacino di utenza minore rispetto alle grandi potenze del pallone, sono la parte più bella e più genuina del calcio. Per questo le dichiarazioni telefoniche di Claudio Lotito, presidente della Lazio e soprattutto consigliere federale della Figc, lasciano grande amarezza e feriscono uno sport che già ha problemi profondi. Le sue affermazioni dimostrano l'arroganza di un personaggio che ha un delirio di onnipotenza. Parole pronunciate con incredibile disinvoltura, che pesano come un macigno e stracciano i sani principi dello sport. Le piccole squadre meritano rispetto e vanno elogiate quando riescono a emergere. Lotito avrebbe dovuto dare le dimissioni: così non è stato, ora devono essere le istituzioni a porre un freno all'escalation di questo signore, già decisivo nell'elezione di Tavecchio a presidente della Figc: la Federazione doveva cambiare rotta, invece il presidente laziale è riuscito a imporre un uomo discutibile per le note gaffes di cattivo gusto. Poi c'è stata la "passerella" a Coverciano con la tuta dell'Italia. Ora ci ritroviamo in un abisso ancora più profondo. Per questo serve un intervento deciso del Coni, se non addirittura del governo, e un commissariamento della Figc.

Ma nel calcio ci sono anche storie nobili. Come quella di Donadoni, persona splendida che l'anno scorso ha mostrato le sue capacità sportive con un Parma bellissimo, mentre adesso, nonostante l'incubo della società gialloblù, dimostra un enorme valore morale. Il tecnico è rimasto al suo posto mettendoci sempre la faccia. E ieri il Parma ha colto un risultato di prestigio a casa di una Roma che pare destinata a ripetere il brutto finale dell'anno scorso.

Per fortuna dei giallorossi Benitez ha fatto fare un nuovo passo indietro al suo Napoli, togliendo la diga di centrocampo formata da David Lopez - Gargano e inserendo Jorginho, che a Verona faceva il trequartista, e non il mediano. Ma al di là delle difficoltà della Roma, gli applausi per il pari all'Olimpico vanno tutti al Parma e al suo condottiero in panchina. C'è poco da dire: nel calcio ci vorrebbero più Donadoni, e meno Lotito.

(a cura di Giorgio Carlini)

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