Il Tirreno

Livorno

La Carrarese regala una comoda vittoria

di Fabrizio Palagi

L’Ancona torna al successo dopo un mese di digiuno. I gialloazzurri si sono svegliati solo nel finale grazie a un’impennata d’orgoglio di Cellini

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CARRARA. Dal possibile 3-0 al 2-1, il tutto in quattro minuti, con illusione di poter raddrizzare nel finale una partita iniziata e condotta malamente da parte di parecchi giocatori, complice anche la fisionomia di gioco voluta imprimere a una squadra che, a conti fatti, poteva dare e quindi ottenere di più.

Questa la didascalia da apporre alla sconfitta quasi cercata dalla Carrarese in quel di Ancona, che ha fatto di tutto per agevolare il ritorno al successo dei Dorici, da oltre un mese a digiuno di vittorie.

La squadra mandata in campo da mister Remondina è stata in affanno per tutto il primo tempo e non completamente a causa del doppio svantaggio subìto nell’arco di 20 minuti, inframmezzato dall’espulsione di Teso (17’), mandato anzitempo sotto la doccia a seguito di un fallo commesso a limite d’area su un’incursione avversaria.

I gialloazzurri hanno difettato di quella convinzione poi mostrata quando era ormai troppo tardi per rimediare ai danni combinati in 76’ di gioco, ossia quando si è svegliato Cellini che, in un paio di occasioni nell’arco di altrettanti minuti, ha fatto vedere cosa è in grado di fare la coppia principe dell’attacco della Carrarese.

Il lampo del bomber (ora piazzato a quota 13 centri stagionali), preceduto dalla prova del gol messa in vetrina appunto al 76’, ha illuso la pattuglia di sostenitori gialloazzurri scesa nell’immenso stadio del Conero, nell’occasione parso ancor più gigantesco a causa dei pochi spettatori sulle sue tribune: poco più di duemila, contro la sparuta dozzina di impavidi supporters della Carrarese.

Cellini ha, nell’ultimo quarto d’ora di gioco, preso per mano ciò che restava della squadra mandata in campo inizialmente, impegnandosi al massimo per raggiungere un pareggio che, almeno fino all’intervallo, era follia prevedere.

Se poi si aggiunge il fallito 3-0 dell’Ancona quando correva il minuto 74’, ecco che la prova del capitano assume maggior pregio.

Da dire ancora che, nella ripresa (almeno sino al 70’ o giù di lì), le squadre di sono viste poco, con i locali, sornioni, che sembravano “accontentarsi” del doppio vantaggio e con la Carrarese impallata e assai distante dagli standard abituali, che proprio non voleva ricordarsi di ciò che è in grado di fare: in primis adattarsi all’avversario.

Volendo fare gli ottimisti e quindi indicando come “incidente di percorso” la trasferta di Ancona, si può affermare che il team di Remondina ha mostrato, quando messo in condizione di farlo, che un ennesimo pareggio era comunque in grado di conquistarlo.

Un po’ di cronaca. Fase di studio che si prolunga fino al 10’ quando il guizzante Tavares, ben imbeccato dalla destra da Parodi, impallina Calderoni. Il portierone apuano si rifarà comunque al 45’ deviando quanto basta la fucilata da distanza ravvicinta dell’ottimo Tulli, abile a sottrarre la palla dagli occhi dei difensori gialloazzurri.

Da segnalare l’assolo di Di Nardo (12’) che, per un niente, non uccella il difensore dorico in semirovesciata, con la difesa locale ferma per presunto fuorigico.

L’espulsione di Teso (17’) è il preludio del quasi tracollo: il difensore si frappone a un incursore dell’Ancora e lo stende a limite d’area. Il successivo calcio di punizione viene respinto da Calderoni.

Si rivede l’Ancona due minuti dopo, quando la saetta di Bondi non centra il bersaglio. Nel frattempo mister Remondina corre ai ripari e rimodula la difesa con l’innesto di Lancini per il sacrificato Pedone.

Ed ecco il rigore (30’): il solito Bondi viene steso da Lancini e Paponi sigla il raddoppio.

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