Gioco
Il sogno di fare l’impresa dura solo un tempo
Nei primi 45 minuti il Pontedera rende dura la vita della corazzata Reggiana ma poi dopo il vantaggio degli emiliani non è in grado di reagire e subisce il 2-0
REGGIO EMILIA. La nebbia emiliana stavolta non ha niente da nascondere. Anzi, chiarisce bene quali saranno i ruoli in queste ultime 13 giornate. La Reggiana è candidatissima all'oscar della promozione in serie B. Per il Pontedera invece ci sarà ancora da lottare per chiudere definitivamente il discorso salvezza. Questi i verdetti che arrivano dal 2-0 rimediato dai granata al Mapei Stadium. Dove appena un giorno prima la Fiorentina schiantava il Sassuolo, la squadra di Indiani riesce solo ad accarezzare un'altra impresa. Quella di battere (o almeno ostacolare) la Reggiana nella sua tana. Nel primo tempo il sogno sembrava possibile. L'ingresso di Messetti, e soprattutto il gol di Angiulli, hanno poi mischiato le carte in tavola nella ripresa. Per il Pontedera prosegue il digiuno lontano dal “Mannucci”. Dallo scorso 18 ottobre (1-0 al Gubbio) non riesce più a vincere fuori casa. E i mesi di astinenza ormai sono diventati 4. Ripresa fatale. Anche se stavolta per i granata non si può parlare di una bocciatura. Il ko di Reggio non è neanche lontanemente paragonabile all'ultimo di San Marino. Gioco e corsa si sono visti. Il problema casomai può essere nella testa dei giocatori. Dopo il gol dell'1-0 la squadra non è sembrata in grado di reagire. Il tiro di De Cenco è troppo poco per sperare nel miracolo di una rimonta. Con il 2-0 poi i granata hanno tirato mentalmente i remi in barca. Il regalone di San Valentino del portiere Cardelli, che tocca di mano fuori area un retropassaggio, è il classico errore che ti fa crollare il mondo addosso. Un atteggiamento che non deve essere un dramma per un gruppo di giovani. Anche se in casi come questi si sente la mancanza di due leader come Grassi e Caponi nello spogliatoio. Con la punizione-gol di Giannoni invece la Reggiana porta ufficialmente a casa i 3 punti (quinta vittoria nelle ultime sei partite) e piomba a -3 dalla coppia di testa Ascoli-Teramo. Ma con una partita da recuperare. La vetta è di nuovo a pochi passi. Non tutto è da buttare. Più per forza che per scelta, Indiani lancia dal primo minuto l'inedita coppia Cesaretti-De Cenco in attacco. Disanto ha appena smaltito l'influenza e Libertazzi si porta dietro gli acciacchi della Coppa Italia. L'esperimento riesce solo a metà. Perché l'ex Frosinone è ben ingabbiato dai centrali emiliani. Riesce a combinare qualcosa solo quando viene a prendersi palla lontano dall'area di rigore. Per l'italo-brasiliano tanto possesso e pochi guizzi. La vera forza del Pontedera da 10 e lode visto nel primo tempo sta in una difesa orchestrata dal maestro Vettori e da una dorsale di centrocampo di corridori e piedi buoni. Luperini, Bartolomei e Settembrini dirigono l'assalto e danno davvero l'impressione che il Pontedera ce la possa fare. Le occasioni più pericolose sono di Cesaretti al 25' (tiro deviato in corner da Feola) e di Settembrini dieci minuti dopo. La Reggiana arranca. La svolta. Il tecnico emiliano Alberto Colombo allora sfrutta le condizioni precarie di Bruccini (che riporta una contusione dopo uno scontro con Cardelli) per inserire Messetti come esterno d'attacco e riciclare Siega come interno destro di centrocampo. La mossa dà nuovo ritmo alla Reggiana, che viaggia al doppio dei giri e dopo 9' sblocca il risultato grazie a un'azione avviata da Messetti, proseguita da Mignanelli sulla corsia sinistra e finalizzata da Angiulli. Per il Pontedera invece è proprio l'inizio della fine. Oltre al tentativo in diagonale di De Cenco la squadra fatica a produrre occasioni. E lentamente sparisce dalla partita. Per eclissarsi completamente a un quarto d'ora dalla fine. Al 74' Cardelli calcola male la traiettoria di un retropassaggio e tocca il pallone con la mano fuori area. Il segnalinee comanda la punizione dal limite e da lì il sinistro a giro di Giannoni non lascia scampo. Indiani nel finale fa esordire Lombardo e butta dentro Disanto e Libertazzi. Ma ormai non resta che pensare al derby col Pisa di sabato prossimo. Lorenzo Lazzerini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google