Gioco
Il Prato cambia verso con i nuovi giocatori tosti e “affamati”
Stop alla politica dei giovani dall’Inter e a gennaio inserimenti robusti: così la squadra gira a mille
PRATO. Il Prato ha cambiato verso. Non necessariamente nel senso caro a Matteo Renzi, ma certamente in quello caro ai suoi tifosi. Intanto ha smesso di perdere: cinque pareggi e due vittorie nel 2015 (compresa quella di ieri con l’Ascoli che ha fatto gioire Teramo, Reggiana e Pisa). E mostra una solidità difensiva insospettabile fino a due mesi fa.
Che cosa è successo? E’ successo che in società si sono guardati negli occhi e hanno capito che l’esperimento tentato in estate, innestare la Primavera dell’Inter nel corpo di una squadra di Lega Pro è una cosa certo affascinante, ma rischiava di far morire il paziente per una crisi di rigetto. E allora giù con la terapia d’urto: al mercato di gennaio il Prato ha fatto acquisti che per il momento si stanno rivelando oculati. Via un portiere ventenne, Brunelli, che farà la sua strada a Carpi, dentro il quarantenne Gazzoli che ha girato un po’ tutte le squadre toscane di serie C e anche ieri è stato tra i migliori in campo. Dentro il centrale Sorbo e il laterale Rinaldi, dentro a centrocampo altri due ventenni di belle speranze, Coccolo e Urso. Insomma, cambiare verso qui non significa necessariamente prendere solo giocatori esperti, significa prendere gente motivata, affamata, che non tira indietro la gamba.
Il tecnico Esposito ci ha messo del suo, rinunciando alla difesa a tre e facendo fare un po’ di panchina alla chioccia Rubino (anche se i tifosi lo adorano). Il risultato è che ieri al Lungobisenzio si faceva fatica a capire chi fosse la capolista e chi la squadra che lotta per la salvezza, se non per una maggiore fisicità dell’Ascoli, squadra che non può essere brutta come è apparsa in campo.
Vincenzo Esposito ora fa il pompiere e si limita a sperare che la vittoria sulla capolista non sia una parentesi destinata subito a chiudersi, ma lo sguardo tradisce una fiducia nuova sui mezzi della sua squadra, che se la giocherà con Forlì, Tuttocuoio e magari con la rivale di sempre, la Pistoiese, per un posto al sole.
I tifosi ovviamente apprezzano. Non sono più tanti come all’inizio del campionato, quando l’accordo tra Prato e Inter sembrava aver aperto prospettive inimmaginabili, parole inimmaginabili, come promozione, ad esempio. Ma non sono nemmeno più tanto arrabbiati come quando assediavano gli spogliatoi e tiravano cicche accese in campo dalle inferriate durante la partita.
Il prossimo rientro di Giulio Grifoni, stellina della squadra ancora fuori per infortunio, dovrebbe alzare ulteriormente il tasso tecnico e dinamico dei biancazzurri, così come quello di De Agostini, una garanzia sulla fascia.
Gli oggetti misteriosi sono targati Inter e si chiamano Tassi e Knudsen. Il primo ai tempi delle giovanili del Brescia veniva descritto come il nuovo Baggio ma si è un po’ perso e ora si trova anche chiuso dal fantasista Gabbianelli (ieri tra i migliori); il secondo è arrivato in punta di piedi e in pochi sprazzi ha dato l’impressione di poter essere di un’altra categoria, ma è frenato da fastidi muscolari e dunque resta un’incognita. Cesare Rickler, l’uomo di esperienza in difesa, ora è confinato in panchina e forse ci resterà. Perché il Prato, come detto, ha cambiato verso e a questo punto della stagione non si può permettere inversioni a U.
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