Gioco
Il male della Roma è grave: pareggite
Giallorossi sempre in avanti ma sterili, e il derelitto Parma la fa franca
ROMA. La pareggite casalinga condanna la Roma anche contro il Parma fanalino di coda. Ai giallorossi non basta il ritorno di Gervinho né l’innesto di Doumbia per battere all’Olimpico gli emiliani, che salutano il presidente Manenti con un pari inatteso contro la seconda della classe. Con Totti e Maicon tenuti a riposo precauzionale e Balzaretti, Castan, Iturbe, Pjanic, Strootman ed Ibarbo infortunati, Garcia ritrova De Rossi a centrocampo e lancia subito la coppia campione d’Africa formata da Gervinho e Doumbià nel tridente offensivo con Ljajic. Holebas è squalificato e lo sostituisce Cole, Florenzi è riproposto da terzino. Privo dello squalificato Galloppa e degli indisponibili Biabiany, Jorquera, Lila, Haraslin e Gobbi, Donadoni risponde con un modulo speculare e con un tris di attaccanti (Verela, Belfodil e Rodriguez). Il primo tempo vede una Roma sterilmente in avanti, senza creare granché se non, sempre con Ljajic, due chance per passare in vantaggio. Sulla prima, al 23’, l’ex viola trova Cassani pronto ad immolarsi pur di mantenere il pari, sulla seconda la sua conclusione, dopo aver saltato ancora Cassani, è abbondantemente a lato. Per il resto, nel finale di tempo Florenzi prova l’incredibile volee dalla grande distanza trovando vispo Mirante, bravo poi a tenere sulla riga, proprio al 45’, un colpo di testa velenoso di Keita. Nella sterilità giallorosso c’è buon merito dei ducali, che si fanno vedere dalle parti di De Sanctis solo con Belfodil tenendo il campo con grande concentrazione ed applicazione. Stesso copione nella ripresa, e finisce a reti inviolate.
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