Gioco
Bottai, gli ultimi pugni sono una festa
Batte l’ungherese Vajda e annuncia: «Potrei chiudere qui, è stato bellissimo»
LIVORNO. Due mesi dopo l'indimenticabile notte della semifinale mondiale Ibf di Las Vegas contro Charlo, Lenny Bottai è tornato. E lo ha fatto nel modo che conosce meglio: con una vittoria e tra la sua gente. Lo aspettava da tempo questo match, il pugile amaranto perché inserito nel contesto delle celebrazioni del Centenario del Livorno. Così si era preparato - se possibile in maniera ancora più scrupolosa di sempre - e alla fine ha avuto ragione lui.
È stato più forte dell'avversario, il quotato ungherese Gyula Vajda, ma anche di una fastidiosa influenza che ne ha condizionato l'ultima settimana di allenamento e lo ha costretto a presentarsi debilitato sul ring. Una fortuna per il magiaro che è rimasto in piedi per tutte e otto le riprese. Se Lenny fosse stato al top di certo avrebbe visto da vicino il tappeto del Modigliani Forum. Tra l'altro Vajda aveva pure iniziato con baldanza piazzando qualche buon colpo al volto e alla figura. Punture di zanzara per Bottai che alla lunga ha fatto valere il maggior tasso tecnico abbinato a uno stile apprezzabile.
Lenny, sospinto dai tuoi tifosi e dai tanti amici della Curva Nord, ha iniziato a fare il match con colpi in allungo e accettando anche gli scambi da corta distanza che lo hanno visto sempre avere la meglio su Vajda. Un rischio calcolato e corso con la consapevolezza di chi si sente più forte.
L'ungherese è andato subito in difficoltà e ha provato in ogni modo di arginare Lenny con l'arma del più debole: legando e accorciando nella speranze di indovinare il pertugio giusto. Tattica inutile che però gli è servita - dopo un conteggio - a perdere in modo onorevole ai punti.
A fine match Bottai, emozionato, ha salutato gli amici di sempre e ricordato i valori e gli ideali che ha perseguito e rappresentato nella sua carriera ribadendo quanto espresso alla viglia: «Avrei rinunciato alla semifinale mondiale pur di fare questo match se non ci fossero stati i tempi tecnici tra l'una e l'altra sfida, perché un match qui, sul piano emotivo non ha eguali».
Bottai poi ha annunciato: «Questa potrebbe essere la degna conclusione della mia carriera e questo potrebbe essere l'ultimo match».
Il condizionale è d'obbligo. Se dovesse capitare una sfida irrinunciabile Lenny si rimetterebbe in discussione. Come sa fare lui. A testa alta e con Livorno nel cuore.
(fa. pu.)
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