Il Tirreno

Livorno

GIOCATORE DEL SECOLO

Anche Navone e Bellinelli meritano la menzione

Chi è il giocatore amaranto simbolo del centenario? Fare un nome solo è impossibile e i pareri sarebbero discordanti: proviamo allora a stilare una rosa di nomination. Igor Protti e Cristiano...

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Chi è il giocatore amaranto simbolo del centenario? Fare un nome solo è impossibile e i pareri sarebbero discordanti: proviamo allora a stilare una rosa di nomination. Igor Protti e Cristiano Lucarelli sono indubbiamente i nomi più gettonati. Il riminese ha fortemente voluto un legame particolare con la nostra maglia e la nostra città fin da subito e, una volta che ha dovuto abbandonarla dopo la prima fugace esperienza, non l'ha mai dimenticata; così, mentre in Serie A segnava gol e faceva trenini col Bari e nei derby della Capitale, non perdeva occasione per annunciare che, prima o poi, sarebbe tornato sotto i 4 Mori. La storia del miliardo di Lucarelli è nota a tutti; così come le sue reti, le esultanze, il titolo di capocannoniere, la Nazionale, le volte che si è caricato (tecnicamente e caratterialmente) la squadra sulle spalle; ma ci piace ricordare il vero amaranto che era (ed è) in lui quando, ancora giovane ma già calciatore di Serie A, veniva a seguire con la sciarpa al collo le partite del "suo" Livorno in Serie C. Di Enio Bonaldi, oltre ai tanti gol, resterà indelebile il suo attaccamento ai colori: una volta ad Alessandria, squalificato e in tribuna, ammirava con occhi emozionati i tanti striscioni amaranto al Moccagatta: «Incredibile!», sussurrò a mezza voce. E come non pensare a Miguel Vitulano, che tantereti ha segnato per noi e che quel 22 aprile 1979 mise dentro la sua scarpa sinistra tutta la rabbia e l'orgoglio di una città per espugnare l'odiata Pisa? E chissà se qualche ultra-ottantenne si ricorderà di aver visto, da bambino, giocare Magnozzi con la casacca del Livorno, e come non citare Armando Picchi: colui che dà il nome alla nostra "casa", colui che ha inventato il gabbione e vinto Coppe dei Campioni. In questa cerchia non può mancare Mauro Lessi, recordman per numero di presenze in maglia amaranto; nell'arco di una quindicina d'anni ha salito la scaletta dell'Ardenza e degli stadi in cui giocava il Livorno per ben 369 volte. C'è poi una triade che merita una menzione: Fulvio Navone, che dopo il fallimento del 1991 scelse di ripartire dall'Eccellenza pur avendo richieste in C1, Marco Amelia che per anni ha sposato la nostra causa ed ha fatto sì che un calciatore del Livorno divenisse Campione del Mondo e il giovane e sfortunato Piermario Morosini. Vorrei chiudere la carrellata con una nomination obbligata: Renato Bellinelli, il biondo portiere della nostra formazione anni '60; anche lui ha un record:tra tutti è quello con il maggior numero di campionati nella società labronica. A me però piace ricordare un episodio: dopo 10 campionati a difesa della porta livornese, nel 1971passò al Ravenna e inevitabilmente arrivò il giorno in cui, da avversa rio, giunse all'Ardenza; tanti applausi per luiche però a metà partita, fece segno all'allenatore di voler uscire e percorse i 70 metri dalla por ta alla scaletta con una smorfia che dalle tribune sembrava un pianto. Da quel pomeriggio cominciai ad amare la maglia amaranto sempre più visceralmente. E per sempre.

Gianluca Mannucchi

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