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Livorno

Gelain ha trovato il modulo ma è di nuovo emergenza

di Fabrizio Pucci
Gelain ha trovato il modulo ma è di nuovo emergenza

Al di là delle gravi disattenzioni contro il Bari il 3-5-2 sembra la formula migliore A Varese centrocampo da ridisegnare: rispescaggio di Moscati o dentro Strasser?

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LIVORNO. Questo pazzo pazzo pazzo Livorno non la smetterà mai di sottoporre le coronarie dei suoi tifosi a continui e assai probanti test di resistenza. Le tre vittorie della gestione Gelain sono arrivati con una bella spruzzata di sofferenza autogenerata. Ricordate? A Carpi Siligardi si divorò il gol del 3-0 e di lì a poco Ceccherini si fece espellere consegnando il comando delle operazioni alla capolista. La settimana dopo con il Brescia, trenta secondi dopo il 3-1 di Gonnelli, fu regalato il 2-3 agli ospiti. Infine l'esempio più clamoroso con il Bari: 3-0 e - per una squadra “normale” - partita in ghiaccio. E invece no. Senza sofferenza non può esserci massima soddisfazione. E allora ecco confezionati due regali con tanto di fiocco in appena 46". 1-3 beccato (per giunta su autogol) in contropiede e dopo il 2-3 che avrebbe potuto vanificare una prestazione di altissimo profilo e - probabilmente - anche la rincorsa al secondo posto.

Bicchiere mezzo pieno. A fine partita Gelain ha sottolineato i meriti del gruppo anziché soffermarsi sui suoi difetti che ha definito “congeniti”. In effetti la reazione degli amaranto è stata impressionante come la netta superiorità palesata a tratti sul baldanzoso Bari di Nicola. Incassato il secondo gol le strade erano due: farsi prendere dal panico o ricominciare a giocare. Il Livorno ha scelto l'opzione numero due. Un bel segnale in vista del finale di campionato e soprattutto all'indomani della non-prestazione di Latina. Ecco. Al netto di quei maledetti 46" la formula - forse anche tattica con il vecchio e sano 3-5-2 - di sabato è quella vincente e che ci consente di guardare al futuro con fiducia. E poco importa se il Carpi è ancora in fuga e il Bologna ha messo insieme un'autentica corazzata che pare in grado di sbaragliare la concorrenza in chiave promozione. Nella tonnara di questa indecifrabile serie B, però, c'è anche il Livorno.

Emergenza a centrocampo. Il guaio è che questa squadra oltre che affetta da violenti attacchi di autolesionismo, è pure perseguitata dalla sfortuna. Come se non fossero stati sufficiente il grave infortunio occorso a Mosquera e i ripetuti acciacchi che hanno punteggiato la stagione di Biagianti, sabato è arrivato anche lo stop a Djokovic. Il croato nello scontro con Minala ha riportato la lussazione completa della spalla destra il cui riposizionamento è stato complicato al punto che il ragazzo è stato sottoposto ad anestesia locale. Tutto questo non promette nulla di buono sui tempi di recupero anche se esami più approfonditi saranno effettuati oggi. Gelain, subito dopo Livorno-Bari ha dato per scontata l'assenza del “piccolo Boban” sabato prossimo a Varese. E siccome piove sul bagnato, all'”Ossola” non ci sarà nemmeno Biagianti che, diffidato, si è buscato il giallo che lo terrà fuori il prossimo turno. Insomma, la situazione è tutt’altro che agevole ma bisogna guardare avanti.

Le alternative. Il tecnico veneto dovrà ricorrere a tutto il suo acume per disegnare un centrocampo in grado di interdire e proporre gioco. Un'ipotesi è il ripescaggio di Moscati nel ruolo di mezzo destro. L'altra prevede l'utilizzo di Strasser le cui condizioni atletiche, però, sono tutte da verificare visto che non gioca una partita ufficiale da molto tempo. Il giocatore della Sierra Leone, comunque, è in preallarme e questa settimana forzerà la preparazione per farsi trovare pronto sabato pomeriggio giorno del ritorno al centro della difesa di Emerson, ma pure della defezione di Bernardini, pure lui squalificato. Della serie: non c'è mai pace in casa amaranto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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