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«Bravi tutti i ragazzi, ma ci dev’essere un virus che ci obbliga a soffrire»

«Bravi tutti i ragazzi, ma ci dev’essere un virus che ci obbliga a soffrire»

LIVORNO. Gelain: pazzo Livorno, amalo! «"E' proprio così. Pronti via e Luci ha segnato di ginocchio. Ho subito pensato che doveva finire bene. Poi però c'è stato quel black out...» Già, come...

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LIVORNO. Gelain: pazzo Livorno, amalo!

«"E' proprio così. Pronti via e Luci ha segnato di ginocchio. Ho subito pensato che doveva finire bene. Poi però c'è stato quel black out...»

Già, come possiamo spiegarlo?

«A Livorno deve esserci un virus che ci costringe a soffrire sempre. Le cause di quel calo di tensione? E' qualcosa di congenito, irrazionale sul quale proprio per questa sua caratteristica è difficile lavorare. Altrimenti un rimedio l'avremmo già trovato. In occasione dei loro gol ci sono stati errori che ho già sottolineato nello spogliatoio e che sono stati commessi da giocatori d'esperienza. Si è trattato di una sbagliata lettura del momento della partita. La fase difensiva è stata fatta molto bene».

Sul 3-2 potevamo crollare e invece siamo ripartiti. Bello no?

«Esatto. Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno. La squadra non si è intimorita e non è rimasta dietro. Anzi. Ha ricominciato a macinare gioco nella convinzione di poter far male all'avversario e c'è riuscita. Certo. Dovremmo toglierci questo maledetto vizio di complicarci la vita».

Maledetta discontinuità. Dal flop di Latina al top di questa partita...

«Sì. Dopo la partita dell'altro sabato siamo stati oggetto di critiche per atteggiamento mentale e condizione fisica. Oggi (ieri ndr) abbiamo dimostrato di avere carattere, attributi e corsa altrimenti non saremmo stati così brillanti per tutti i novanta minuti».

E' andato benissimo Maicon...

«Sì. L'ho fatto giocare perché da quella parte avevo bisogno di un giocatore di spinta visto che davanti c'era Defendi, uno che a inizio carriera aveva spiccate doti offensive e quindi in fase di non possesso concede qualcosa. Con Maicon ho pure dato equilibrio all'assetto tattico visto che dall'altra parte avevo Beppe Gemiti che è meno 'attaccante' del brasiliano».

In corso d'opera hai invertito le posizioni di Luci ed Appelt.

«Sì. Avevamo preparato la partita in tre o quattro modi. Quando Bellomo è andato tra le linee ho abbassato Andrea davanti alla difesa perché seguiva meglio la marcatura. Nel finale ho riposizionato Appelt nel ruolo di regista basso che è il suo ruolo ed è tornato fuori. Conosco il ragazzo dai tempi della Primavera. Non è stato un acquisto a scatola chiusa. Il brasiliano è molto utile».

Condizioni di Djokovic? «Mah. Spalla lussata e rientrata a fatica. Speriamo bene. Peccato perché era in formissima».

Emozioni con Nicola?

«Si va nel campo dei sentimenti. Diciamo che per 90' è stato solo un bravo allenatore avversario».

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di Redazione web