Gioco
«Belin, che manita Tirrenia porta bene»
Spinelli è un fiume in piena: la mia strigliata ha fatto effetto Il mister ha azzeccato tutto, non dobbiamo mai mollare
LIVORNO. Divertito e divertente. Quando ha il cuore nello zucchero, il presidente Spinelli è uno spasso: «Se ci fanno incazzare guai! Avete visto ? Hanno segnato in rapida successione i gol che hanno riaperto la partita? E noi gliene abbiamo fatti subito altri due».
Ride il presidente mentre in auto corre verso Genova. Ha preso tanto freddo all'Ardenza dove si è presentato intabarrato come se fosse al Polo Nord. Ha esultato ai gol e poi si è alzato in piedi in un'altra circostanza. Per applaudire l'ex Salviato. Il suo pensieri, però sono tutti per questa gara da ricordare: «Queste sono le partite che vogliamo. Se le meritano i giocatori e i tifosi. Sono proprio contento».
Calabrese di nascita, genovese di fatto, il pres si cimenta anche con il dialetto pugliese e pure con lo spagnolo. Incontenibile: «Abbiamo battuto lu Beri. Li abbiamo mandati a casa con la manita. Cinque gol. Si vede che la mia strigliata è servita. Quasi quasi in settimana torno a far colazione al Centro Coni così li striglio un altro pò».
Poi il pres si fa serio: «Mi sono piaciuti tutti. Ho visto un ottimo Maicon e poi quei due là davanti. Siligardi e Vantaggiato sono stati eccezionali. Abbiamo pure ritrovato il Ceccherini che conoscevamo e pure Bernardini è stato autore di una signora partita. Infine quel Lambrughi. Ormai è una certezza». E' felice Spinelli e non intende parlare di situazioni spinose come quella di Galabinov. Semmai si preoccupa delle condizioni di Djokovic: «Speriamo bene. Lui è un giocatore molto importante per noi. Stava andando alla grande». L'ultima riflessione è per Gelain: «Tutto bene. Poteva levare un pochino prima Luci che era stanchissimo, ma va bene così. Ora dobbiamo continuare ad esprimerci su questi livelli con grinta, cattiveria e determinazione. E soprattutto non dobbiamo mai abbassare la guardia. Come molliamo un attimo sul piano mentale, gli altri ci fanno male. Contro il Bari abbiamo rischiato di resuscitare una partita che era morta e sepolta. Che ci serva di lezione per il futuro, ma torno a casa davvero molto soddisfatto».
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