Gioco
Furia Spinelli a Tirrenia: dovete correre e basta esperimenti
Duro confronto con la squadra e Gelain: in campo voglio Siligardi e Vantaggiato
LIVORNO. Premiata ditta di... shampoo Spinelli. Il giorno dopo la chiusura del mercato di riparazione di gennaio il presidente ha sfidato le intemperie e si è presentato al mattino presto al Centro Coni per sottoporre il gruppo, nessuno escluso, a una bella lavata di capo. Al numero uno amaranto la non prestazione di Latina non è proprio andata giù e dopo un paio di giorni di riflessione e uno dedicato alle trattative, è tornato a bomba carico come una molla. «Alle otto e mezzo del mattino - ha confidato - ero a Tirrenia perché volevo partare con tutti, uno per volta. La partita di sabato non è stata accettabile. Se mi passate il termine, qualcuno ha fatto proprio schifo e sono venuto apposta per tirargli le orecchie».
Com'è andato questo confronto ?
«Li ho presi a parole grosse per scuoterli».
Con chi ce l'ha?
«Con i soliti che non corrono. Lunedì sera ho visto Spezia-Avellino. Entrambe le squadre viaggiano a gran velocità. Qualcuno dei nostri no. Così non va bene».
Di certo ha parlato con Gelain...
«Ovvio. Sabato non si è salvato nessuno. Nemmeno l'allenatore. Non voglio più vedere esperimenti».
Si riferisce Lambrughi e destra e Moscati a sinistra?
«Non solo. Abbiamo bisogno di attaccanti che si muovano e che non siano statici perché i due là davanti devono essere i primi difensori».
E' un antico cruccio, questo, per la verità...
«Sì. Guardi , preferisco il temine di 'punta' a quello di attaccante, perché mi dà più l'idea di movimento. Le punte devono seguire i difensori avversari ed impedirgli le traiettorie dei primi passaggi in uscita altrimenti gli altri impostano l'azione da dietro e in tutta tranquillità e questo non deve più succedere. Il pressing deve essere altissimo».
In effetti sabato siamo stati schiacciati e incapaci di ripartire...
«Sì, perchè Galabinov e Cutolo, a cui Gelain ha voluto dare una chance, non sono andati bene e mi hanno fatto innervosire. Il calcio è semplice. Preferisco che giochino Vantaggiato e Siligardi che lottano su ogni pallone».
Già...Siligardi...
«Sì, lui: si sta comportando bene. Da professionista. Mi piacerebbe vederlo dietro Vantaggiato per il 3-5-1-1. E non dimentichiamo che tra le linee può giocare anche Belingheri. In attacco oltre a Galabinov non dimentico che abbiamo un buon giocatore come Jefferson».
Presidente, la questione-Cutolo non si porrà più visto che è andato all'Entella..
«Sì. Aniello a me piaceva molto anche se spesso è tanto fumo e poco arrosto. Sul piano umano sono dispiaciuto perché è un gran bravo ragazzo e a Livorno stava benissimo. Il guaio consisteva nel fatto che il suo cartellino - con un ingaggio sontuoso - era del Pescara che lo ha fatto rientrare nell'operazione che ha riportato in Abruzzo Sansovini. Tra l'altro l'Entella gli ha fatto firmare un contratto di due anni e mezzo a cifre altissime. Io non so come fanno ad offrire tanto».
Via Cutolo, sono arrivati tre giocatori: Emepereur, Rivas e Stasser. Quali erano le vostre strategie?
«Volevamo elementi in grado di darci una mano e che rinforzassero il gruppo sul piano numerico: abbiamo centrato l'obiettivo. Per esempio abbiamo preso Empereur anche sappiamo che in difesa ci sono Emerson, Gonneli, Ceccherini, Lambrughi e all'occorrenza anche Gemiti. Intanto però domenica abbiamo due squalificati e il difensore può farci comodo. Abbiamo lavorato per questo campionato, ma anche in prospettiva futura».
Ha visto il mercato delle altre?
«Certo».
Il Bologna ha messo insieme uno squadrone. Pensa di poterlo riagguantare?
«Io direi di non illudere la gente. Facciamo un passo alla volta. Adesso il nostro obiettivo sono i playoff e a quelli puntiamo. Poi, siccome le vie del Signore sono infinite, non mettiamo limiti alla Provvidenza e vediamo che cosa succede".
E ora sotto con la partita contro il Bari di Davide Nicola...
«Sì, sarà una bella sfida. Mi pare che il gruppo abbia recepito il mio messaggio. La strigliata è servita perché Gelain ha subito aumentato i carichi di lavoro. Ci vediamo sabato. Con la fiducia nel cuore».
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