Gioco
Cfg, l’infermeria diventa un problema
Ko Artioli, Thiam e Gigena, niente da fare con Valsesia. Ora la Coppa e poi Pavia
LIVORNO. Iella maledetta, che oltre a Giorgio Artioli si è presa anche Mario Gigena e Iba Thiam lasciando un vuoto (quasi) incolmabile nel roster della CFG Livorno, caduta a Valsesia (76-61): il dolore accusato in settimana al polpaccio e un improvviso attacco febbrile hanno infatti convinto lo staff tecnico livornese a tenere il capitano precauzionalmente a riposo. Il motivo? Evitare ulteriori danni fisici, e perché la Gessi è squadra che lotterà per l’alta classifica, dunque anche con Gigena in campo il match avrebbe potuto prendere una cattiva strada, mentre tra sei giorni al Pala Macchia arriverà la Edimes Pavia, e quella sì che è una partita da vincere a tutti i costi: «Abbiamo giocato una buona prima metà – riflette coach Quilici – ma più di nervi che di qualità; in avvio di ripresa ci siamo invece persi con 3 cattivi possessi favorendo il break Valsesia. Adesso la priorità è recuperare gli infortunati nel più breve tempo possibile».Inevitabilmente Quilici è stato costretto a ridisegnare le rotazioni (16’ di Persico e 17’ di Sollitto): «La situazione d’emergenza ha danneggiato in particolar modo l’esecuzione dei giochi, eppure gli accoppiamenti difensivi; il piano partita contava inoltre su qualche minuto di Mario (Gigena, ndr), ma la febbre e lo stomaco lo hanno fermato. Alla ripresa rivaluteremo anche il problema al polpaccio, nella speranza di riaverlo per il match con Pavia, l’ottavo impegno in un mese». Nel frattempo il calendario mette in programma il match di ritorno a Montichiari (spareggio qualificazione alle Final Four di Coppa Italia, palla a due domani alle 21).
Andrea Masini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
