Gioco
Tifosi inferociti con i giocatori a Latina fine gara movimentato
C’è stato soprattutto un confronto acceso tra Bernardini e un sostenitore amaranto che non ha gradito l’atteggiamento in campo della squadra di Gelain. Mercato: spunta la pista del bolognese Pazienza
LIVORNO. Vincere in casa della capolista e perdere con l'ultima in classifica. Benvenuti sull'altalena amaranto, dove la continuità di rendimento è un obiettivo ancora da raggiungere e sulla quale è concreto il rischio di evaporazione dei sogni di promozione diretta. Sì, perché il Carpi è in fuga per la vittoria e - di questo passo - al Bologna può essere sufficiente un cammino neanche troppo spedito per sparire dalla vista del Livorno, crollato a Latina.
Nervi tesi. Già, lo stop di Latina. Un k.o. pesante, che ha lasciato il segno. Perché i circa 100 tifosi amaranto presenti nel settore ospiti - tra l’altro coperto - dello stadio Francioni non hanno digerito la sconfitta, la prima della gestione Gelain dopo due successi. «Non è possibile scendere in campo così, senza un minimo di cattiveria»: questo il motivo principale della delusione al triplice fischio, questo il ritornello sulla strada per Livorno. E a fine partita c’è stato anche un confronto acceso tra Alessandro Bernardini, andato a salutare i sostenitori amaranto, e un tifoso particolarmente infuriato per il k.o., che prima gli ha mostrato il dito medio e poi lo ha minacciato. Inizialmente il difensore ha lasciato perdere ed è andato verso gli spogliatoi, ma poi ha sentito un altro insulto ed è tornato indietro: a quel punto sono intervenuti Mazzoni, Biagianti e Vantaggiato, che hanno calmato e portato via il compagno di squadra. E la tensione è calata. Ma dal settore ospiti sono arrivate anche alcune critiche nei confronti di Galabinov, che però era già negli spogliatoi, per il suo atteggiamento in campo. Insomma, nervi tesi. E dietro l’angolo c’è la sfida contro il Bari di Davide Nicola, rilanciato dal poker al Frosinone, da affrontare senza mezza difesa (squalificati Emerson e Gonnelli).
Poca personalità. Proprio la mancanza di cattiveria è stata decisiva a Latina: certe scelte di Gelain possono essere opinabili (gli esterni Lambrughi e Moscati invertiti), ma hanno un peso residuale rispetto alla scarsa determinazione della squadra. Una volta passato in vantaggio, il Livorno avrebbe dovuto azzannare l'avversario alla gola. E invece altro che squali che sentono il sangue. Gli amaranto si sono appiattiti come sogliole rivitalizzando una squadra alla canna del gas. E chi non ha fame e non corre, in serie B, finisce al tappeto: è l'unica legge di una campionato indecifrabile. Questione di personalità che, se non ce l'hai, non puoi comprarla al supermarket.
Cifre e riflessioni. Il ritorno alla difesa a tre non ha, per ora, sigillato la porta. Perché dalle parti di Mazzoni continuano ad arrivare pericolosi spifferi: i 6 gol presi in 3 partite sono davvero troppi per una squadra che punta alla serie A diretta. Al netto del rendimento di qualche singolo al di sotto della sufficienza, è la fase difensiva a non essere irreprensibile. A Latina il centrocampo è stato in costante difficoltà sia sul piano delle idee che della corsa. E se cede il frangiflutti, apriti cielo.
I ritorni di Luci (che oggi, per ammissione di Gelain, torna in gruppo) e Biagianti (finalmente pronto) sono ottime notizie, ma forse serve anche qualcos'altro dal mercato.
Mercato. Proprio oggi si chiude questa sessione di mercato: trattative aperte fino alle 23, poi 4-5 mesi per correre e centrare la promozione. Dopo una settimana passata in apparente standby, ma con tanto lavoro sottotraccia, è arrivato il momento di tirare su le reti e vedere che cosa arriva nell'ultimo giorno. L'idea è quella di portare a casa un centrocampista. In pole position c'è ancora Giuseppe Rizzo (Reggina), con il quale il Livorno ha un accordo di massima: negli ultimi giorni il presidente della società calabrese, Lillo Foti, ha alzato il prezzo del cartellino del mediano (fuori rosa e sotto contratto fino al 2017), ma c'è la sensazione che l'affare vada in porto. Individuata comunque l'alternativa: si tratta di un altro giocatore ai margini della sua squadra, Michele Pazienza (Bologna). Il centrocampista classe 1982 è infatti in rotta con i rossoblù (zero presenze quest'anno), con i quali la scorsa stagione in A ha collezionato 22 gettoni e un gol.
Pazienza è un giocatore d'esperienza, buono per la categoria, tra l'altro con il contratto in scadenza a giugno. Lavori in corso anche per consolidare la difesa: Andrea Gasbarro potrebbe rientrare alla base da Pontedera, ma non sono esclusi colpi a sorpresa in extremis. Siamo alla stretta finale. Di certo qualcosa deve accadere.
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