Il Tirreno

Livorno

Profondo orange e mister Lucarelli si mette in discussione

Solo due punti per la Pistoiese in sette gare dopo la clamorosa impresa contro il Pisa

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PISTOIA. 6 dicembre 2014: la Pistoiese affossa il Pisa di Pierino Braglia al Melani per 2-0, sale in piena zona playoff, tutti gli addetti ai lavori parlano di Cristiano Lucarelli come l’allenatore del momento, in Serie B ed in Lega Pro si scatenano le prime aste per i gioiellini arancioni (Calvano, Vassallo, Piscitella, Tripoli, Pasini) e si parla di una Pistoiese che esprime il miglior calcio del girone.

31 gennaio 2015: la truppa di Lucarelli viene umiliata in casa per 4-0 dalla Reggiana, altro top team del campionato, e di fronte a pochi intimi c’è pesante contestazione nei confronti di squadra ed allenatore e la classifica mette la Pistoiese invischiata nella lotta playout.Il tecnico livornese viene messo in discussione e a fine partita dice «intanto vi saluto perché non so se martedì ci sarò io o un altro allenatore».

Cos’è successo in questi 56 giorni? In sette partite la Pistoiese ha conquistato due punti pareggiando a Gubbio ed in casa con la Carrarese, subendo 21 gol con le scoppole contro Spal (1-5), Ascoli (6-3) e Reggiana (0-4) facendola diventare la peggior difesa.

Nel mezzo l’incredibile ko di Piacenza con gli emiliani che hanno vinto 2-0 senza mai tirare in porta, ringraziando il portiere Matteo Ricci autore di una clamorosa papera, come già aveva fatto a Savona il giorno dell’Epifania e come si è ripetuto contro la Reggiana.

A metterci la faccia, per spiegare la crisi della Pistoiese, è toccato al diesse Nelso Ricci, uno dei personaggi più navigati del calcio toscano e non, che sperava con un gruppo di giovanotti di belle speranze e pochi veterani (che ora sono tutti ai box o quasi) di fare bel calcio e stare almeno nei primi 7-8 posti della classifica.

«Di tutto quel che sta succedendo l’unico, e primo responsabile, sono io – tuona il direttore sportivo della Pistoiese – stiamo attraversando una situazione difficile, anche incomprensibile da capire ed ho bisogno di tempo per capire quali sono stati gli errori che io ed il mister abbiamo fatto. C’è da capire l’involuzione di una squadra che, in 40 giorni, è passata da un gioco brillante a fare invidia alla Polisportiva Mandorlato. Mi voglio, e devo, prendere qualche ora per capire se sono in grado di dare ancora qualcosa a questa società evitando di tenere conto soltanto della fiducia del presidente».

Questo è quello che Nelso Ricci ha detto alla fine del poker casalingo contro la Reggiana e che ha ribadito anche ieri. Il fatto, però, che nelle 24 ore successive all’ennesimo tracollo di questo inizio 2015 non ci siano stati incontri e summit in società (mercato già dichiarato chiuso) fa pensare che per questa settimana si andrà avanti con Cristiano Lucarelli.

«Non ho mai minimamente pensato di cambiare allenatore e confermo questa tesi – conclude Ricci, – certo è che alcune scelte di mercato non si stanno rivelando azzeccate come, per esempio, il capitolo portiere che è un problema non risolto».

Sette giorni di passione dunque per Lucarelli che andrà a giocarsi il tutto per tutto domenica prossima quando al “Melani” arriverà il Grosseto, altra squadra con l’acqua alla gola (ma che ieri si è rilanciata battendo la Carrarese), per scacciare via i fantasmi dalla sua panchina. O per farveli entrare dentro definitivamente.

Saverio Melegari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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