Gioco
Bocciati all’esame di Latina
Prestazione sconcertante del Livorno: difesa di burro e anche Gelain sbaglia le scelte
Stendiamo un velo pietoso sugli ultimi venti minuti in cui questo tale arbitro Aureliano ne ha combinate più di Cacco, come si dice dalle parti nostre: su 5 decisioni cruciali (due rigori e tre espulsioni) ne ha azzeccata una a volergli bene. A quel punto poteva succedere tutto e il suo contrario, ma paradossalmente alla fine è successa la cosa giusta: il risultato non fa una grinza e anzi se non ci fosse stato Mazzoni, quando Aureliano ha cominciato a vedere gli asini che volano, il Livorno avrebbe già potuto essere sotto 4-1.
Brutta roba. Non si perde così, su tutto il fronte, contro una squadretta volenterosa che magari può valere tre o quattro posizioni di più in classifica ma che squadretta rimane. Fin dall’inizio, però, il Latina ha corso il doppio in quantità e in qualità, ha preso perlomeno l’80% delle seconde palle, è arrivato in area amaranto con facilità irrisoria: fino al rigore del provvisorio 2-2 che ha inaugurato il festival arbitrale avevo contato sul taccuino 7 palle-gol a 3 per loro, questo dice già tutto.
Ma bisogna entrare un po’ anche nel dettaglio tecnico e tattico, perché il Livorno visto affogare in questa ex palude pontina è stato sconcertante e allarmante da molti punti di vista. Che in mezzo al campo si potesse soffrire l’assenza di Luci era abbastanza ovvio, però che Pires fosse tanto bellino da vedere quanto piantato come un paracarro e robusto come una falena non era da aspettarselo, mentre Jelenic e Djokovic hanno corso di più, ma spesso a vuoto.
Peggio ancora è andata sulle fasce, dove Oduamadi, Bidaoui e compagnia hanno fatto allegramente la fiera. E qui, dispiace molto dirlo, il nostro allenatore c’ha messo parecchio del suo. Perché fin dallo schieramento iniziale c’erano diversi uomini completamente fuori contesto: il povero Lambrughi a destra, per esempio, penso non ci giocasse dai tempi delle partitine in grembiule delle elementari, si è salvato finché il gioco del Latina passava dall’altra parte, poi è ovviamente naufragato.
I cambi fatti da Gelain nel secondo tempo non hanno migliorato la situazione, anzi forse l’hanno ulteriormente peggiorata, siamo arrivati al punto che il Livorno aveva in campo sei mancini e mezzo su undici se ho contato ammodo, compreso l’intero centrocampo: una follia. Presa costantemente d’infilata da entrambi i lati, la difesa amaranto (che già di per sé non è una falange macedone) ha rimediato una magra colossale. Nella quale ha spiccato la prestazione pessima e quasi avvilente di Emerson che anche a volergli abbonare l’autogol iniziale non ne ha praticamente indovinata una, fino al punto di farsi cacciare gratuitamente a cinque minuti dalla fine.
Questi gravi scompensi tattici e un approccio con la partita degno di una squadra che ha preso un bidone di bromuro suggeriscono la considerazione più inquietante di tutte: forse c’è qualcosa di strutturale che non va nel Livorno e che prescinde dalle colpe del precedente allenatore, che pure erano grosse e ostinatamente ripetute. Forse non è solo questione di difesa a 3 o a 4 ma di spirito carente o di mancanza di continuità e anche di qualità, perlomeno in alcuni ruoli importanti. Ripeto: non si perde in questa maniera una partita che poteva riportarci in quota promozione diretta e che invece ci allontana ancora di più dalle prime due posizioni. A Latina non si è saputo gestire né il vantaggio né un pareggino che sarebbe stato il minimo sindacale.
Tutto questo, beninteso, considerando che si punti alla promozione, traguardo che in un campionato mediocre come questo era e resta ampiamente alla portata. Perciò poniamo che - Mazzoni a parte - sia stata una giornata storta collettiva sulla panchina e in campo, il tempo per aggiustare le cose c’è, ma bisogna anche sapere che ieri sono tante quelle che non hanno funzionato. Anche perché la prossima partita sarà col Bari, squadra molto altalenante ma di grosse potenzialità. In più avremo la difesa falcidiata. In più ci sarà l’effetto-Nicola, roba da brividi anche extra-sportivi. Voltiamo pagina e rimbocchiamoci subito le maniche, ragazzi.
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