Gioco
Carrarese sprecona: all’ora di pranzo va in tavola il pari
Ennesima divisione della posta per i gialloazzurri E nel finale il San Marino ha anche sfiorato la vittoria
CARRARA. Di certo l’inedito orario di gioco ha influito sul match tra Carrarese e San Marino, chiamate all’appello alle 12,30. Un orario non gradito da gran parte del pur numeroso pubblico accorso allo stadio dei Marmi, appellandosi al fatto che il famoso “spezzatino” può andar bene per categorie superiori, attraversate da interessi televisivi, economici e pubblicitari di ben diverso spessore.
Clima surreale, almeno nel prepartita e nelle prime fasi di gioco, sia sulle tribune che in campo. Poi la partita ha preso la classica fisionomia, via via trascinando sportivi e giocatori. Questo per quanto concerne l’orario di gioco.
Trasferendoci nel clima agonistico, questo ennesimo pareggio casalingo della Carrarese può essere inserito tra quelli in cui si può e si deve recriminare, dato che gli avversari, seppure di diversa fisionomia rispetto a poche settimane fa, non si sono dimostrati imbattibili.
Quello che non è stato gradito e giustificato dal comunque sportivissimo pubblico gialloazzurro è inerente alle ghiotte occasioni capitate (e sprecate) dalla Carrarese, artefice di una gara giocata dall’inizio alla fine alla ricerca del vantaggio.
Ma la palla proprio non ne ha voluto sapere di entrare in rete, sia per la fortuna del San Marino che per l’imprecisione dei ragazzi di Remondina, il quale si è agitato a dismisura per dare gli input dalla panchina. Il mister ha mandato in campo una squadra peraltro molto giovane, date le molte pesanti assenze, ma la verve dei giocatori non è bastata a conquistare quei tre punti che alla vigilia sembravano essere pressocchè certi.
Pallino quasi sempre in mano alla Carrarese, come dimostrato dai nove calci d’angolo collezionati, uno dei quali strozzato dall’arbitro a fine primo tempo: il signor Candeo, autore di una prestazione non sempre impeccabile, ha concesso il corner ma, un istante prima della battuta, ha mandato tutti negli spogliatoi.
Attenzione però: il San Marino non è che sia rimasto a guardare, come certificato dai cinque angoli battuti edail salvataggio in extremis di Calderoni all’84’. Gli ospiti hanno messo in campo una squadra che, malgrado i molti e recentissimi innesti, ha dato del filo da torcere a Di Nardo & C.: a proposito, buona la prova del numero 11 gialloazzurro che, assieme a Belcastro, ha concluso a rete più volte senza però mai centrare il bersaglio grosso.
La sagra del “quasi rete” come si ascoltava alla radio in tempi ormai remoti, enumera parecchi episodi e reca la firma di più giocatori.
È proprio Di Nardo a iniziare quando, al 4’, tenta la sorte; poi Sbraga di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Belcastro al 20’ il cui tiro viene parato dall’atletico Gobbo, Cellini al 22’ che si divora un gol già fatto, la favorevole punizione di Lancini al 33’ che si infrange sulla barriera, lo slalom di Pedone (37’) che semina avversari per poi farsi deviare in angolo il potente tiro.
Così, tanto per riassumere la cronaca del primo tempo.
La ripresa inizia poi con l’occasionissima non concretizzata da Belcastro (47’), l’esterno rete colto da Di Nardo, un minuto dopo, il gol annullato per fuorigioco allo stesso giocatore (52’), ancora palla divorata da Belcastro al 58’ il cui “quasi gol” è negato da Gobbo, l’assist di Gnahorè per Cellini (70’) con quest’ultimo che si vede parare il tiro e, infine, l’opportunità per il San Marino all’84’ neutralizzata da Calderoni.
Ma perdere questa partita sarebbe devvero stato troppo.
Infine il commento dell’ex Tazzioli: «La cosa importante è aver avuto la capacità di soffrire contro una squadra come la Carrarese, cercando sempre di ripartire e costruire le nostre occasioni. La Carrarese ha sfiorato il gol ma anche noi abbiamo avuto quattro palle importanti. Sono stati bravi entrambi i portieri. Diciamo che lo 0-0 è bugiardo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google