Il Tirreno

Livorno

Biancazzurri, un pareggio che lascia l’amaro in bocca

Il Prato fa la partita ma spreca troppe occasioni e L’Aquila passa all’incasso Rabbiosa reazione dei padroni di casa che rimediano con Fanucchi

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PRATO. Un pareggio che alla vigilia poteva anche soddisfare il Prato lascia invece l'amaro in bocca ai biancazzurri, che mai come stavolta avrebbero meritato la vittoria contro una squadra, L'Aquila, che si è presentata al Lungobisenzio con 14 punti di vantaggio e una sola sconfitta nelle ultime undici partite. E però bisogna buttarla dentro. Dunque poteva starci anche di perdere, perché gli abruzzesi fanno centro al primo tentativo e il Prato invece fa una maledetta fatica a concretizzare le tante occasioni che riesce a costruire.

La rabbiosa reazione dei lanieri di casa frutta così il pareggio di Fanucchi e una furiosa mischia non concretizzata da Bocalon, poi le energie finiscono e finisce anche la partita sull'1-1, quasi una tradizione ormai tra Prato e L'Aquila negli ultimi due anni (quattro partite in campionato, quattro pareggi)

Esposito all'inizio sceglie il 4-3-1-2 schierando Gabbianelli dietro le due punte Bocalon e Fanucchi, con la carta di riserva Rubino, che non verrà giocata, mentre gli abruzzesi si affidano al motorino Corapi, autore del gol dell'1-1 dell'andata, dai cui piedi passano praticamente tutte le azioni degli ospiti. Il vento freddo che spira dalla Calvana sferza una partita più fisica che tecnica, come dimostrerà alla fine il numero di ammonizioni (alcune peraltro eccessive) comminate dall'arbitro. Bocalon segna di testa già al 10' e sembra fatta ma l'arbitro annulla per un fallo in attacco di Romanò (e non per un fuorigioco, com'era apparso in un primo momento). La battaglia è soprattutto a centrocampo, da cui arrivano le note più positive per il Prato, non tanto per la tecnica quanto per la determinazione sulle seconde palle e sui contrasti. Il predominio territoriale è netto e L'Aquila non sembra una squadra che sta lottando per i play off. Le marcature sono rigide e sembra sempre più chiaro che servirà una giocata per rompere l'equilibrio. Come quella, per esempio, di Fanucchi al 28' che controlla sulla tre quarti, si beve un difensore e tenta di piazzarla nel sette alla sinistra di Zandrini, che però ci arriva. Applausi per entrambi. La terza fiammata del primo tempo è sempre del Prato, al 40' con Bocalon, che scatta sul filo del fuorigioco e alza un pallonetto che supera il portiere ma muore di poco oltre la traversa.

Le squadre vanno al riposo con umori differenti: il Prato convinto dei propri mezzi, L'Aquila un po' meno sicura delle sue certezze.

Il copione non cambia nel secondo tempo e al 55' Bocalon ha un'altra ghiotta occasione quando Urso bombarda su punizione dai 25 metri costringendo Zandrini a respingere sulla testa di Sorbo, la palla arriva dalle parti del bomber che però non aggancia nell'area piccola. Gli abruzzesi capiscono che non è più il momento di scherzare e stringono le maglie. Col passare dei minuti avanzano il baricentro e al 73' passano all'incasso in uno dei pochi sbandamenti della difesa del Prato, con Sandomenico che controlla un lancio dalla tre quarti, si accentra e fulmina Gazzoli dal dischetto (il portiere non è apparso particolarmente reattivo). Si profila insomma la classica beffa, ma il Prato non ci sta, si riversa in attacco e nel giro di tre minuti trova il pareggio con Fanucchi, bravo a incornare un cross di Cavagna sullo sviluppo di una punizione.

La partita ora è più aperta e le due squadre provano a vincerla. Più il Prato dell'Aquila, a dire il vero. E ci riuscirebbe anche, se Bocalon trovasse il tempo di coordinarsi al termine di una furibonda mischia nell'area piccola all'82'. Ma evidentemente non è la sua giornata. E di fatto questa sarà l'ultima occasione dell'incontro, perché negli ultimi dieci minuti le due squadre danno l'impressione di accontentarsi. Un punto che serve poco a entrambi, ma è sempre meglio di niente.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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