Il Tirreno

Livorno

Soffrendo, rischiando: Livorno!

di Alessandro Bernini
Soffrendo, rischiando: Livorno!

Due su due per Gelain: anche senza Luci trova l’equilibrio, il Brescia gioca bene ma cede

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LIVORNO. Si può vincere una guerra in due ma è più difficile cambiare un'idea, sosteneva anni fa Piero Pelù. Forse per questo Gautieri ha perso la panchina, per l'ostinazione di difendere un'idea tattica. Ezio Gelain non è Mourinho e non inventa, ma ha capito che questo Livorno va solo plasmato in base alle esigenze.

E così la seconda vittoria è arrivata rischiando, soffrendo, dilagando, partendo col 3-4-3 e passando al 3-5-2 ma sempre lottando con lo stesso animo visto a Carpi. Questa è una squadra che ha nelle corde di segnare tanto e sbandare ogni tanto, il problema è che fino a un mese fa sbandavamo tanto e segnavamo ogni tanto.

CONTINUITA’. Due partite con Gelain, due vittorie. Certo, aspettiamo a dare sentenze perché solo il tempo cancella acuti e bassi, regalandoti la reale consistenza della tua musica. Intanto però la banda di Gelain suona il rock e la nella hit parade siamo entrati nei “dischi caldi”.

Se troviamo la continuità, ci sarà da divertirsi. E tanto.

LUCI E APPELT PIRES. Partita strana perché condizionata dall'infortunio in extremis di Luci: un problema muscolare alla coscia (niente a che vedere con l'operazione) che ha costretto il capitano a un paio di giorni di stop. Ma soprattutto ha costretto Gelain a disegnare un centrocampo strano, con Appelt Pires titolare al fianco di Djokovic e neanche mediano visto che tutti i procacciatori di legna erano in tribuna, da Luci a Biagianti fino a Mosquera. Non esattamente l'esordio previsto e più logico per Appelt Pires, giocatore che sembra disegnato per stare vertice basso davanti alla difesa ma con due centrocampisti davanti e che oltretutto si è trovato accanto un altro mancino.

Con un centrocampo del genere c'era il rischio di finire in minoranza lì nel mezzo, in realtà Moscati e soprattutto Jelenic hanno dato una buona mano per fare quantità e reggere bene l'urto. Però, a nostro parere, questa è la dimostrazione che serve un altro centrocampista. Anche perché ieri in panchina non ce n'era neanche uno.

Comunque l’esordio di Appelt Pires è stato più che positivo, per almeno 70’ ha diretto il centrocampo con ordine, trovando in Djokovic la spalla ideale.

FUOCHI D'ARTIFICIO. I brividi col Livorno non mancano mai, stavolta è arrivato dopo 7', quando Moscati e soprattutto Bernardini si sono persi un triangolo che ha mandato in porta Corvia.

La reazione non è stata né travolgente né isterica. Gelain aveva chiesto pazienza ai suoi prima della partita e la squadra lo ha seguito alla lettera. Certo, i difensori del Brescia hanno dato una discreta mano, fatto sta che alla mezzora avevamo già rovesciato il mondo, prima con un gol di Jelenic bravo a sfruttare una dormita di Antonio Caracciolo, poi con Siligardi dopo un triangolo con Vantaggiato.

La girandola di emozioni però era solo a metà. Il gol di Gonnelli a inizio ripresa ci ha illusi, una dormita difensiva e il gol di Sestu hanno riaperto i giochi costringendo il Livorno a un finale di sofferenza, col sospiro di sollievo arrivato solo sui titoli di coda grazie a uno splendido sinistro di Djokovic.

CAMBIO MODULO. Come dicevamo prima, Gelain non è un talebano, sa quando si può cambiare tattica senza per questo rinnegare la preparazione della partita. Quando nel secondo tempo, sul 3-2, è passato dal 3-4-3 al 3-5-2, ha chiuso spazi in mezzo aprendo il rubinetto per il contropiede. Certo, in avanti abbiamo ancora una volta gettato nel cestino troppe ripartenze (sempre per colpa dell’ultimo passaggio), ma la partita è stata letta bene.

Bravo Gelain, bravo Djokovic che sembra rigenerato, ottimo Gonnelli che fa tutto con una naturalezza impressionante, eccellente Jelenic che in questa nuova disposizione tattica è il bostik per tenere compatti attacco e centrocampo. Due i particolari sui quali lavorare per il salto di qualità: migliorare la gestione dell’ultimo passaggio ed evitare qualche errore difensivo. Ma la squadra finalmente sta crescendo. Era questo che ci preoccupava tanto fino a poche settimane fa: non si vedevano passi avanti. Adesso si è voltato pagina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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