Gioco
Ora chiamatelo Livornocic Gonnelli è già un totem
Djokovic e Jelenic firmano la loro miglior partita con la ciliegina del gol Esordio coi fiocchi per Appelt Pires: 70’ di alto livello prima del calo fisico
LIVORNO. Soffrire, si sa, fa parte del dna del tifoso. Se la capacità di stringere i denti entra anche nel dna di questa squadra, siamo a metà dell’opera.
6 MAZZONI. Sui gol sceglie la strada dell’uscita e non gli va bene. Paratona su punizione di Scaglia.
5,5 BERNARDINI. Il triangolo no, non l'avevo considerato. E così si perde di brutto Corvia nell’azione del primo gol, andando poi in default in un altro paio di occasioni. Meglio quando nel finale va sulla torre a respingere l’assalto.
6 EMERSON. Più a suo agio nell’impostazione che in fase difensiva. Ma adesso, giocando a tre, sa sempre dove andare.
7 GONNELLI. Minuto 10 della ripresa, punizione in attacco per il Livorno. Gonnelli guarda Gelain, «mister, posso andare a saltare?». E Gelain? «Non puoi, devi. Vai, corri». Posizionamento, stacco in cielo, incornata, gol. Il primo in amaranto, con la maglia della sua città. Di contorno anche una prestazione coi fiocchi.
6 MOSCATI. Deve giocare col bilancino del farmacista. Non può abbassarsi troppo perché sennò il Livorno perde metri, non può spingere troppo perché deve anche dare una mano da interno. Non lo vedi ma lo senti.
6,5 APPELT PIRES.Ma siamo sicuri che non ha mai giocato nel Livorno? Pronti via, e sembra qui da una vita. Tatticamente non è la sua partita, deve giocare alto e con un altro mancino al suo fianco, eppure per 70’ dirige il traffico a testa alta. Gli ultimi 20’ li gioca attaccato al cannello dell’ossigeno. Bell’esordio, bravo.
7,5 DJOKOVIC. Partitona con la ciliegina di un gol che ci libera dall’angoscia. Una calda e gustosa zuppa fatta di lanci, pressing, inserimenti, recuperi. Lima al massimo i momenti di confusione trasformandoli in caos calmo. Il miglior Djokovic visto al Picchi.
6,5 LAMBRUGHI. Arriva sul fondo che è un piacere, poi si perde un po’ quando c’è da crossare. (41’ st Gemiti sv)
6,5 SILIGARDI. La cosa più bella della partita non è il gol, ma l’esultanza sotto la curva e gli applausi allo stadio quando esce. Sta facendo vedere il 60-70% del suo valore.
(30’ st Cutolo 6. In venti minuti crea e distrugge, distrugge e crea. Ma sta meglio qui che a Latina).
6 VANTAGGIATO. Assist d’oro per Siligardi, poi un diagonale maligno di sinistro sul quale Arcari si salva in angolo, di contorno un po’ meno presenza del solito.
(18’ st Galabinov 5.5. Resta mezzora nello spicchio di campo dove batte il sole, come i livornesi doc. Ma non è un grosso merito. Continuano gli alti e bassi, soprattutto nell’atteggiamento. Bello un assist manda in porta Cutolo. Ci sarà bisogno di lui).
7 JELENIC. Nessun bambino, di fronte a una prodezza dell’amico, dirà mai “ma chi sei, Jelenic?». Ma a volte le battaglie si vincono perché ci sono soldati disposti ad andare in prima linea. Il primo tempo è uno spettacolo, poi inevitabilmente cala. La sensazione è che giocherà tanto.
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