Il Tirreno

Livorno

«Intelligenti nel momento più duro»

di Fabrizio Pucci
«Intelligenti nel momento più duro»

Il tecnico: gran primo tempo, poi siamo calati e ci siamo complicati la vita

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LIVORNO. Gelain, avevi chiesto pazienza ed equilibrio. La risposta della squadra c'è stata...

«Sì. Dopo lo svantaggio non ci siamo fatti prendere dalla frenesia. Sapevamo che avremmo incontrato delle difficoltà. Le abbiamo affrontate senza angoscia, ma con intelligenza ed equilibrio».

Gran bel primo tempo, poi sofferenza nel finale quando il calo fisico è stato evidente...

«Nel primo tempo abbiamo fatto molte cose giuste. Siamo arrivati spesso sulle fasce e li abbiamo attaccati alti. Bisogna fare tutto questo con maggiore continuità. Poi ci siamo complicati la vita con quel gol balordo incassato a difesa schierata e in situazione di superiorità numerica».

Ezio, però il calo fisico c'è stato davvero...

«Sì. Non lo nego, ma per struttura avevamo in campo giocatori compassati con due centrocampisti centrali mancini che hanno tempi di giocata più lenti. E poi di fronte avevamo una buonissima squadra imbottita di palleggiatori. E in questi casi o stai alto o sei costretto a correre dietro la palla».

L'infortunio di Luci ha scompaginato i tuoi piani?

«Andrea è molto abile nell'appoggiare il gioco sugli esterni. Appelt Pires è più un centrale. Nel secondo tempo il brasiliano è calato e abbiamo perso qualche pallone di troppo».

In panchina c'erano molti attaccanti e pochi centrocampisti. Serve qualche arrivo?

«Per il modo in cui giochiamo noi a centrocampo possiamo andare bene così. Semmai può arrivare un difensore giovane e di prospettiva».

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