Il Tirreno

Livorno

Cfg, che sofferenza Torino ko all’overtime grazie ai tiri pesanti

di Andrea Masini
Cfg, che sofferenza Torino ko all’overtime grazie ai tiri pesanti

Livorno resta al comando della classifica ma deve sudare Decisivo Gigena e le conclusioni da tre di Liberati e Venucci

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LIVORNO. CFG: Liberati 10, Orsini 2, Persico 4, Granchi 7, Sollitto 8, Venucci 18, Lucarelli 10, Gigena 23, Artioli, Malfatti 6. All. Quilici.

CUS: Magrini 23, Murta 13, Chiotti ne, Alberti, 6 Russano, Quaranta ne, Tuci 10, Pavone 8, Maino 20, Caratozzolo. All. Arioli.

Arbitri: Ivan Cordone, Marco Villa.

Parziali: 14-19, 32-36 (18-17), 50-55 (18-19), 74-74 (24-19), 88-80 (14-6) Note: fallo antisportivo a Murta al 35’, fallo antisportivo a Russano al 39’; usciti per raggiunto limite di falli: Tuci, Magrini, Venucci; spettatori. 600 circa.

Soffre più del previsto la Cfg Livorno, ma riesce a portare a casa i due punti (e il primato) in coda a un supplementare contro un Cus Torino spigoloso che sbugiarda l’ultima posizione in classifica (88-80). Subito un cambio forzato con Artioli costretto ad abbandonare il parquet per uno scontro fortuito al rimbalzo; al suo posto Lucarelli che realizza – in tap-in e in layup – i primi 6 punti di Livorno; sull’altra sponda Maino è un rebus e il “corri e tira” temuto alla vigilia funziona che è una meraviglia. Diverso l’approccio in casa Cfg, complice un colpo (questa volta un po’ meno casuale…) rimediato da Venucci e la tempesta di punti prodotta da Magrini che induce coach Quilici a spendere il primo timeout (6-16 al 5’). Sollitto spezza l’incantesimo (tripla), Persico e Gigena riescono finalmente ad entrare in partita ma al 10 è comunque Torino a condurre (14-19). Sollitto è in fiamme (16-19), Venucci recupera, realizza ed è primo vantaggio Don Bosco sul 24-22. Non c’è un attimo di tregua, le mani iniziano ad essere caldissime ma ancora latita la giusta aggressività in difesa. E servirà quella, nella ripresa, per azzannare la giugulare dei piemontesi (32-36 all’intervallo lungo). Battaglia di nervi anche al rientro dagli spogliatoi alla luce di una pallacanestro tutt’altro che bella e dunque più congeniale al Cus che, oltretutto, sfrutta una direzione arbitrale non all’altezza della Serie B (50-55 al 30’). Dalla panchina Quilici ordina la zona per spezzare il ritmo e in attacco le penetrazioni puniscono la cerniera (sempre al limite) degli uomini di Arioli; Gigena scrive il nuovo -1 dalla lunetta (54-55) inaugurando un finale che nessuno avrebbe immaginato al cardiopalma alla vigilia. E invece Torino se lo è andato prendere al cospetto di un Gigena che decide di mettersi in proprio e caricarsi squadra, staff e palazzetto sulle spalle. Il Cus non molla di un centimetro e con l’oriundo a riposare far canestro è compito degli operai – nella fattispecie di Alberto Granchi – in attesa della preghiera accolta dagli dei del basket targata Maino che rimanda tutto all’overtime. Adesso vince chi è più lucido, triple in sequenza di Liberati e Venucci, due liberi a testa di Sollitto-Gigena e titoli di coda.

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