Il Tirreno

Livorno

Pistoiese e Carrarese non si fanno male

di Saverio Melegari

Finisce in parità un match nel quale gli arancioni rinunciano al tridente e i gialloblu sono privi di Merini e Galli

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PISTOIA. Il malato arancione, quello delle 13 sberle prese in 270’ di campionato, risolleva leggermente la testa, si prende un pareggino che comodo fa contro la Carrarese, che sempre con il 13 deve convivere ma in tema di “ics” riportati a casa fino a questo momento, e le due squadre tengono così in movimento la classifica. Un punticino che sorride maggiormente alla truppa di Lucarelli che, dopo aver toccato il fondo con il 6-3 rimediato una settimana fa ad Ascoli, prova a far capire di esserci e di voler ritornare quella squadra sorprendente del girone d’andata. Ma il malato non è ancora guarito, diciamo che è sempre in convalescenza come spiega lo stesso mister.

«Ci sentiamo come quando hai smaltito la febbre – usa questo paragone Lucarelli – stai fuori tutta la giornata e quando rientri a casa hai la temperatura a 36.9 o giù di lì. L’importante, in questo momento, era fermare l’emorragia e ritrovare alcune nostre certezze che ultimamente abbiamo smarrito. Ho visto una Carrarese pericolosa soltanto sui calci piazzati e gli episodi ci hanno condizionato ed impaurito nel rush finale, ma la partita è andata come volevamo».

Già da quando arrivi allo stadio e vedi che, per la prima volta in stagione l’allenatore che non sconfessa mai il tridente, schiera un super attendistico 5-3-2 capisci che il primario obiettivo della giornata è non prenderne. E se ci metti di fronte la squadra che ha collezionato più pareggi in questo campionato, che si presenta al “Melani” senza due elementi-chiave come Merini e Galli, decisivi nel 5-1 sul Tuttocuoio della giornata precedente, capisci che o si va per lo 0-0 o per qualcosa del genere. E così accade.

Un primo tempo pieno di paure per la Pistoiese, che soprattutto non vuole rivivere le angosce di Ascoli ed i due gol presi in 8 minuti a Savona, mentre la Carrarese gioca il suo calcio anche senza brillare. Fatto sta che di azioni pericolose se ne contano davvero poche se non una zampata di Anastasi su cross di Frascatore sventata da Calderoni ed un tiro di Belcastro che impegna in tuffo Ricci unitamente ad uno slalom di Cellini che finisce di un soffio oltre la traversa. La musica cambia nella ripresa anche perché la Pistoiese ha il merito di sbloccare subito il match: buca di Berra, Falzerano vola via sulla fascia e pennella al centro per l’accorrente Anastasi che, da vera prima punta, spizza di testa ed impallina Calderoni: 2 gol in 2 partite per il nuovo arrivato, 100% di realizzazione. Paradossalmente, però, la partita della Pistoiese finisce qui, nonostante l’ingresso dell’ultimo arrivato Gabriele Pacciardi, fra l’altro ex della Carrarese, che fa subito vedere di essere l’uomo giusto d’esperienza che mancava a Lucarelli, ed inizia quella della Carrarese.

«Recriminiamo per il secondo tempo – ammette il tecnico dei gialloblù, Gianmarco Remondina – e del fatto che, ancora una volta, ci è mancata la giusta concretezza sotto porta. Avevamo due assenze importanti come Merini e Galli ma Di Nardo e Brondi che li hanno sostituiti sono andati bene e dispiace perché con tutte queste occasioni si poteva anche vincere. Per come sta andando questo campionato mi sto abituando ad accontentarmi e, chissà, forse sbaglio perché coi miei ragazzi anche in queste situazioni dovrei arrabbiarmi di più». In effetti, soprattutto dal 70’ in poi, la Pistoiese è lentamente scomparsa dal campo, sbagliando anche qualche ripartenza facile, perdendo per gialli evitabili per il prossimo match Vassallo e Falzerano, con la Carrarese che ha guadagnato metri e messo tanta paura alla retroguardia arancione. Al 66’ Ricci, portiere in grande spolvero, anticipa di un soffio Di Nardo pronto a colpire in maniera vincente, all’80’ Gherardi sotto porta su cross di Sbraga mette sull’esterno della rete da pochi metri e non è finita.

All’89’ ci prova Belcastro su di una palla vagante ma la sfera finisce alta di poco, un minuto più tardi tocca a Cellini da pochi passi farsi ipnotizzare con una spalla da Ricci ma, al quinto tentativo, arriva il pareggio. Sugli sviluppi dello stesso corner, Gorzegno trova un varco dai 13 metri e con un tiro sporco trafigge il portiere arancione che può solo toccare di piede ma non respingere. E’ il pareggio giusto per i gialloblù, la beffa per i padroni di casa che al 95’ rischiano anche di perdere visto che Gnahorè, in modo anche clamoroso, da un metro di punta calcia a lato. Sarebbe stato troppo? Può darsi, anche perché il malato si sarebbe potuto aggravare ed invece vuol tornare il prima possibile in forma.

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