Gioco
Gavorrano a segno tra pochi intimi
Solo 87 spettatori per il successo con il fanalino Bastia. E quanta sofferenza...
GAVORRANO. Nell’intimità dei più affezionati (appena 87 spettatori) il Gavorrano conquista la seconda vittoria consecutiva e la prima in casa da quando è arrivato Federico Nofri alla guida dei maremmani. Statistiche che rincuorano i rossoblù ma che non cancellano le difficoltà di una squadra che deve ancora migliorarsi, sia davanti, cioè in fase offensiva, che dietro.
Il 2 a 0 rifilato al fanalino di coda Bastia infatti sembra raccontare una gara in discesa, quando invece è stato un «patema d’animo», come l’ha definito il direttore generale Filippo Vetrini, fino alla fine.
Troppi rischi dalle parti di Capuano, un raddoppio che non arrivava mai e a tratti una confusione che toglieva ogni riferimento dal campo. Ma come dirà capitan Zizzari, l’uomo partita, «oggi contavano i tre punti». E in effetti questi sono importanti per una squadra che fino a due giornate fa ruotava in zona playout. Ora invece il Gavorrano è uscito dal pantano e sta provando a mettere un distacco di sicurezza con il gruppetto di fondo della classifica. Tra cui il Bastia, ultimo quasi spacciato, squadra di grande cuore ma di scarsi mezzi.
Nofri però alla vigilia non ha voluto fidarsi delle apparenze e ha rivoluzionato modulo e formazione, compattando i suoi in un 4-4-2 dove i vecchi hanno dovuto adeguarsi alle esigenze. Vedi Sciannamè, difensore puro, messo a fare l’esterno di centrocampo.
Ma per vedere i frutti di questa rivoluzione serve aspettare venti minuti di nulla, finiti i quali arriva il colpo di testa di Zizzari, che pizzica il pallone crossato dallo stesso Sciannamè quel tanto che basta per battere il portiere.
Un vantaggio che dà solo l’illusione di sbloccare il match. Le emozioni vere e proprie infatti arriveranno solo a inizio ripresa. La prima la regala Lombardi, sbagliando ciò che sembrava impossibile da sbagliare: raccoglie palla dopo un liscio (clamoroso) di Braccalenti, punta sicuro la porta ma quando calcia con lo specchio libero riesce a prendere il piede di Ciccioli, lanciatosi in una disperata ma alla fine efficace scivolata.
Il Bastia a questo punto si sveglia e prova a riportarsi in partita, creando almeno un paio di palle gol frutto soprattutto delle ingenuità della difesa mineraria. Il Gavorrano ci metterà un quarto d’ora per ricompattarsi di nuovo, forte anche degli innesti di Nofri, e per conquistare metri. Avrà dalla sua anche delle situazioni interessanti, ma i giocatori non mordono e quelle che potevano essere palle gol si trasformano in appoggi banalmente sbagliati. È questo il «patema d’animo» di Vetrini. E c’è da capirlo.
Il raddoppiò arriverà così solo a dieci secondi dalla fine, quando un contropiede improvviso porta Silvestri e Periccioli da soli davanti al portiere, con il primo che mette in mezzo e il secondo che insacca. Due a zero, seconda vittoria consecutiva e tre punti. Alla fine è quel che conta. Ma quanta sofferenza. O come dice Vetrini «che patema d’animo».
Alfredo Faetti
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