Gioco
Prima, giovane e forte la Cfg Livorno può sognare in grande
Basket: ottava vittoria di fila della squadra di coach Quilici regala il comando della classifica. E domenica c’è Piombino
LIVORNO. Godiamoci il momento, adesso storico a tutti gli effetti. Perché dalla preistoria una formazione di basket livornese non guardava tutti dall’alto verso il basso. Lo farà la Cfg Don Bosco per almeno una settimana, lavorando con enorme ottimismo al big match in programma domenica a Piombino nella tana di quel Golfo guidato dai labronici Iardella, Biancani e Marmugi e capace di sbancare il Pala Estra di Siena. Un successo che vale tanto quanto l’ottava meraviglia dei ragazzi di Daniele Quilici, mai in difficoltà al cospetto della Meridien Monsummano (vantaggio sempre in doppia cifra, o quasi): «Forse abbiamo offerto meno brillantezza rispetto alle precedenti uscite - afferma il capo allenatore Don Bosco -, molto bene all’intervallo lungo (45-30, ndr), un po’ meno nella ripresa complice la fatica e le non perfette condizioni di Persico, reduce da un violento attacco influenzale. Ci siamo adeguati al ritmo blando di Scarone, ma alla resa dei conti non è stato un male all’interno di una gara dove Monsummano non è mai riuscita a prenderci le misure soffrendo la nostra effervescenza nell’attaccare il canestro».
Spazio (ampio) per tutti, e un Sollitto da oltre 33 minuti con la ciliegina della partenza in quintetto: «Tommaso è un giocatore ordinato, difende, porta la palla oltre la metà campo e segna pure. Il canestro della parità sulla differenza canestri, per esempio, lo ha messo lui al termine di una prestazione ottima ma non proprio esaltante sotto l’aspetto realizzativo. Non meno importante la mano che ci ha dato Orsini al pari di Lucarelli che in 16 minuti d’impiego ha prodotto 22 di valutazione!».
Ma Livorno la differenza l’ha fatta al rimbalzo (39 a 28) e dentro l’area dei 3 secondi, in particolare nei dati relativi ai punti realizzati vicino a canestro e in occasione delle seconde chance: «A inizio partita non c’è stata storia, spostando poi la pericolosità sul perimetro e infine di nuovo nel pitturato. Ma vorrei spendere anche due parole sul secondo quarto di Liberati, finalmente convinto di fondere il tiro da fuori con le penetrazioni: ha fisico, faccia tosta e così abbiamo tolto alla Meridien qualsiasi punto di riferimento. Detto questo, domenica arriva un altro esame vero, a Piombino. All’andata vincemmo dopo un supplementare, ora noi siamo lassù e loro terzi con una vittoria a Siena in tasca. Diciamo che dovremo provare a “fare i grandi” davvero».
Coppa Italia. Manca solo l’ufficialità, ma l’andata della sfida con Montichiari andrà in scena giovedì 29 gennaio al Pala Macchia (palla a due ore 21), mentre il ritorno il martedì 4 febbraio in Lombardia. La vincente volerà alle Final Four di Rimini Fiera a inizio marzo.
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