Gioco
Roma, da cotti a Totti la Lazio butta via un derby già vinto
Garcia salvato da una fantastica doppietta del capitano, ma sul piano tattico e del gioco i giallorossi hanno subìto
ROMA. “Totti contro tutti” sarà magari un titolo banale, ma è anche quello inevitabile per il derby n. 161 fra Roma e Lazio; e la fotografia della stracittadina è ovviamente il “selfie” che il capitano si scatta sotto la sua curva dopo aver segnato con un incredibile prodezza acrobatica il gol del definitivo 2-2 che lo porta a 239 reti in carriera e a 11 nel derby romano, capocannoniere di tutti i tempi.
Ma non sono solo questi numeri sontuosi a issare sul podio più alto il capitano, e nemmeno la straordinaria doppietta («ha fatto un colpo di genio perché lui è un genio» ha giustamente commentato Rudi Garcia). Ieri all’Olimpico è stato davvero un Totti contro tutti perché dopo un primo tempo con una Roma inguardabile solo lui poteva ribaltare completamente l’inerzia di questa partita e forse salvare la stagione giallorossa e in prospettiva la panchina del suo allenatore.
Trascinata dal capitano e dai cambi, la Roma ha così ripreso un match già perso e che in realtà ha nuovamente rischiato di perdere nel finale, dopo che la Lazio era riuscita a fatica a digerire la micidiale e improvvisa rimonta subìta. Sul piano tattico, ma anche tecnico, la Lazio è stata superiore per almeno 60 minuti su 90, a tratti ha dominato e a buona ragione Pioli ha parlato di una vittoria meritata che è sfumata. Per certi versi la Lazio ha addirittura buttato via un derby che le avrebbe aperto scenari importanti di classifica, l’errore fatale dei biancocelesti è stato quello di tornare in campo molli dopo l’intervallo e di consentire alla Roma di rientrare in partita.
Resta il fatto che la Lazio in questo momento è squadra di alta classifica che può seriamente puntare alla Champions, e la Roma invece si conferma in un momento opaco, dal quale non sempre Totti potrà risollevarla. Garcia senza Gervinho e Keita impegnati in Coppa d'Africa e con Ljajic recuperato in extremis, ha inserito Florenzi nel tridente d'attacco, mentre a centrocampo è tornato Nainggolan preferito a Strootman. Ma per 45’ nel gioco giallorosso non quaglia niente, la Roma sembra impotente di fronte alla determinazione e organizzazione del 4-2-3-1 varato da Pioli e ispirato al meglio da Biglia, Mauri e dal ragazzo-prodigio Felipe Anderson che fino alla pausa si conferma un’iradiddio. La Lazio passa con merito al 26' con Mauri servito mirabilmente da Anderson, e poco dopo raddoppia con un’azione a parti invertite. Giallorossi lenti e frastornati, praticamente cotti .
Altra musica nella ripresa. Garcia lascia negli spogliatoi Nainggolan e Florenzi e manda in campo Strootman e Ljajic, al 3’ la Roma accorcia con Totti e l’atmosfera cambia completamente: la Lazio balbetta, soffre, viene assediata (ma Mauri colpisce un palo sfiorando il 3-1 che sarebbe stato decisivo), poi il capitano giallorosso al 65’ vola a segnare un gol leggendario sul cross di Holebas, e qui la Roma potrebbe addirittura vincere. Ma nel finale è di nuovo la Lazio a riprendere il pallino, De Sanctis riscatta l’errore del 2-0 con una parata decisiva su Klose. E i rimpianti restano tutti biancocelesti.
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