Il Tirreno

Livorno

La Carrarese vendemmia col Tuttocuoio

di Fabrizio Palagi

Prova superba dei gialloazzurri quasi “feroci” nell’attuare gli schemi di gioco e il pressing predicato da Remondina

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CARRARA. Una scala reale “rovinata”, si fa per dire, dal gol che il generoso Tuttocuoio ha messo a segno più o meno a metà della vendemmiata che la Carrarese ha offerto al non troppo numeroso pubblico presente allo assolato stadio dei Marmi.

Un 5-1 che si commenta da solo, ma non certo preventivato neppure dal più ottimista dei gialloazzurri di casa, subito messi in rampa di lancio dalla doppietta repentina di Galli, e poi lanciati in orbita dal trittico d’autore cesellato da “Benvenuto” Cellini.

Questa la didascalia da apporre ai 97 minuti di gioco tra Carrarese e Tuttocuoio, squadre lontanissime parenti di quelle di fronte nel match dell’andata giocato lo scorso agosto allo stadio di Pontedera e terminato senza reti.

Insidioso, dunque, stendere cronaca e commento del match inaugurale del girone di ritorno, con il rischio, infatti, di cadere nello “scontato” o del “tutto facile per i padroni di casa” o ancora, “ospiti poco consistenti”.

Innanzitutto il club neroverde di Ponte a Egola, frazione di San Miniato (Pisa), è arrivato sotto alle Apuane ostentando un ottimo ruolino di marcia e una più che dignitosa posizione di classifica: quindi per nulla squadra materasso. Anzi.

Il Tuttocuoio ha dimostrato di non volersi arrendere malgrado il terribile uno-due subìto nel primo quarto d’ora o giù di lì e lo dimostra il bel gol di Tempesti che, in semigirata, al 67’ ha infilzato il pur valido Calderoni quando l’esito dell’incontro era praticanente definito.

Fin qui il team ospite.

Carrarese. La compagine di Remondina ha saputo essere pratica, duttile e feroce. Tutte le gare interne del girone di ritorno rappresentano occasioni per recuperare la marea di punti scialati nella prima fase del campionato (leggasi il nugolo di pareggi registrati nei minuti di recupero, quando i gialloazzuri erano in vantaggio).

Acqua passata che non macina più.

Ciò che invece può far volare la Carrarese del futuro, è la consapevolezza di avere a disposizione molti uomini-gol o giocatori-jolly, al fine di poter adattarsi al gioco di qualsiasi avversario, compresi i cosiddetti squadroni, ammesso che nel girone ve ne siano davvero, visti i risultati che ogni turno registra.

Problemi altrui, comunque. Tornando al match di ieri, merita essere rimarcato il fatto che i vari Galli e Cellini avrebbero potuto arricchire il loro ruolino di marcia dato che entrambi hanno avuto occasione di rimpinguare il risultato, come al 69’ quando Galli ha sfiorato il terzo gol vedendosi deviare da un difensore un pallone già in rete.

E poi l’egoista Cellini che, in pieno recupero (92’) ha schiacciato di testa una palla che è rimbalzata davanti al portiere, uscendo di un nulla sulla traversa. “Benvenuto” si è però rifatto due minuti dopo approfittando della corta respinta offerta dal comprensibilmente frastornato estremo difensore pisano.

Raccogliendo qualche altro dato di cronaca, ecco l’ineccepibile rigore trasformato dal solito Cellini all’87 e valido per il 4-1. Come dire: il cesellatore segna in tutti i modi.

Nel computo delle azioni, note di merito anche per Pedone, autore di una buona prova e, nelle fila del Tuttocuoio, per Gargiulo e Gioè.

Adesso però, mister Remondina & C. hanno appena il tempo di brindare al primo successo del 2015, dato che all’orizzonte si profila la difficile trasferta a Pistoia. Altro capitolo, altra storia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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